Intervista a Paolo Barbieri

Le visioni magiche di Paolo Barbieri, talentuoso illustratore italiano.

Lo chiamano maestro, lo chiamano eccelso, lo chiamano persino dio per la sua incredibile capacità di trasportare coloro che osservano le sue opere nei mondi incantati che il lettore si accinge a leggere. E se è vero che, oltre al nome dell’autore e alla sinossi, è la copertina di un libro ad attrarre la prima attenzione e a invogliare principalmente l’acquirente, allora certamente le sue cover sono le più gettonate tanto da renderlo l’illustratore più noto d’Italia.

Sto parlando, ovviamente, di Paolo Barbieri, conosciuto soprattutto per la realizzazione di tutte le copertine dei romanzi di Licia Troisi edite da Mondadori, lavora anche per molte case editrici italiane ed europee, per autori come George R. R. Martin, Umberto Eco, Wilbur Smith, Michael Crichton, Francesco Falconi, Clive Clusser, Desmond Bagley, Ursula L. Guin, Cornelia Funke, Sergej Luk’Janenko, Lian Hearn, Bernard Cornwell, Marion Zimmer Bradley e tanti altri.

1. Ciao Paolo, benvenuto su Urban-fantasy.it! Partiamo subito con la domanda di rito: chi è Paolo Barbieri quando non è davanti alla tavoletta grafica o alla tela?

Ciao a tutti! Quando non disegno sono una persona normale: mi risulta difficile parlare della mia “parte privata”, in quanto ciò che creo con il disegno mi ha portato a essere conosciuto, ma sono i miei disegni quelli che contano, per quello che voglio esprimere.

2.I tuoi primi amori sono state le illustrazioni di impronta science-fiction, successivamente hai scoperto il fantasy. Quali delle due forme fantastiche preferisci e perché?

Per tutta una serie di esperienze artistiche che ho attraversato, in questo momento mi trovo più a mio agio con il fantasy. La fantascienza continua ad attrarmi ma, per una questione di tempo e utilità, l’ho accantonata (parlando di illustrazioni). Per quanto riguarda i libri, appena posso leggo una bella storia ambientata nel futuro.

3.Quali sono gli autori che ti hanno influenzato e che stimi tutt’ora e quali le tue fonti d’ispirazione?

 Tra gli autori più influenti ci sono Michael Whelan, John Howe, Alan Lee, Boris Vallejo, Brom, Tim White, Giger, Rodney Matthews, Zdzisław Beksiński, Chris Foss, Frazetta, Todd Lockwood, Renato Casaro, Luis Royo, Jim Burns, Ron Cobb.

4.Hai lavorato anche nel mondo dell’animazione, partecipando alla realizzazione nel 2001 di Aida degli alberi, in veste di direttore del reparto colori alle scenografie (key-backgrounds). Cosa ti ha lasciato un’esperienza diversa come appunto quella dell’animazione?

È stata un’esperienza davvero importante. Di solito lavoro da solo: aver collaborato con altre persone è stato indubbiamente costruttivo, e ha scombussolato il mio approccio con il disegno (parlo in senso positivo). Inoltre, lavorare a stretto contatto con quegli artisti, mi ha permesso di imparare la loro tecnica (per inciso, la stessa di base con cui sono stati dipinti i fondali di Bambi, La città incantata o Il principe d’Egitto), ovvero l’utilizzo di acrilici che grazie a perizie tecniche assumono nella resa finale la stessa morbidezza dei colori ad olio.

5.Hai sempre realizzato illustrazioni con aerografo, colori acrilici o ad olio. Nella scorsa edizione di Lucca Comics & Games ti abbiamo ammirato mentre prendeva vita dalla tua creatività e dal tocco dei pennelli un magnifico drago. Dalla fine del 2005 sei passato all’illustrazione digitale con Photoshop e Painter IX. Sappiamo bene che tali programmi consentono di sbagliare senza dover ricominciare il lavoro, abbattendo quindi i tempi e permettendo all’artista di lavorare sui dettagli in maniera più minuziosa. Ma non ti manca mai l’odore dei colori, dell’olio di lino, della scelta intuitiva dei pennelli e delle spatole, la sensazione materica che ti offre la tela?

 Si, in parte dipingere con pennelli e acrilici mi manca. Però il fattore più importante riguarda il disegno, e la creazione di personaggi, mostri e mondi della fantasia: non mi importa lo strumento, ma il modo in cui riesco ad ottenere l’effetto desiderato con le mie illustrazioni. Mi interessa sperimentare, e attraverso il computer posso farlo con maggior velocità, e utilizzando tecniche spesso impossibili da sfruttare nella maniera “tradizionale”. Se a questo aggiungo una certa attrazione per le novità tecnologiche, potete capire quanto la pittura digitale sia per me un piacere, così come lo era dipingere su carta o tela.

6. Non sempre l’artista legge l’intero romanzo di cui dovrà realizzare la copertina. Eppure sei capace di rappresentare l’essenza del o dei protagonisti. Come incarni una scena o un soggetto prendendo spunto da poche righe?

Non so esattamente come faccio. Semplicemente leggo la sinossi o le descrizioni, visualizzando nella mente alcune scene. Poi passo agli schizzi e scelgo il migliore. É un procedimento che mi viene naturale, in quanto ho sempre cercato di riassumere la trama del libro o della storia che voglio raccontare in una sola immagine,  prendendomi a volte anche “licenze poetiche”. A me importa comunicare sensazioni, oltre che riportare fedelmente personaggi e creature, per cui forse è quello l’elemento centrale del mio procedimento.

7. Qual è il processo che intercorre tra la commissione e l’idea, fino a giungere alla tavola finita? Tempi, modi, tecniche e sentimenti. In pratica, come nasce una tua opera?

In primo luogo leggo la sinossi o una descrizione del soggetto da rappresentare, facendone poi uno schizzo che coloro sommariamente con toni di grigio (a volte sono gli stessi art director che mi comunicano quello che esattamente vogliono). Approvato lo schizzo da parte della casa editrice, inizio il disegno finale applicando i colori, e spedendo il tutto, aspettando l’OK finale. Dall’incarico all’illustrazione completa, non esistono tempi precisi, in quanto possono passare anche settimane per il via libera: diciamo che in media vado dai 2 ai 4 giorni per la colorazione.

8. Gli Art director delle varie case editrici in genere ti lasciano libero di creare, fidandosi quindi del tuo estro, o ricevi strette direttive stilistiche?

Come dicevo prima, dipende dalle commissioni: per alcune copertine è richiesto un soggetto preciso, mentre per altre ho una maggiore libertà partendo dalle descrizioni fornitemi dalla casa editrice.

9. Tra le molte copertine che hai illustrato ce n’è una a cui tieni di più e una che invece ti ha dato più problemi di realizzazione? Quale la tua ultima opera?

Tra le copertine la prima fatta per Licia Troisi (Cronache del Mondo Emerso. Nihal della Terra del vento), Alice nel paese della vaporità, Sanctuary, Il drago di ghiaccio, Lullaby, L’urlo, Asmodeo, La figlia degli Elfi, e tante altre (!). Le mie ultime opere riguardano l’edizione italiana di un libro di Terry Brooks, e una raccolta di Asimov (Storie di giovani fantasmi).

 10. Ti vedremo a Lucca Comics & Games alle prese con la presentazione del tuo nuovo libro illustrato Favole degli Dei edito da Mondadori, in cui oltre alle immagini questa volta avremo il piacere di leggere anche i tuoi testi. Un sogno, che hai sempre espresso, finalmente realizzato. Parlaci di questa nuova esperienza editoriale.

Come dici tu, un desiderio avverato. In Favole degli Dei ho avuto piena libertà nell’esprimere il mio stile, modificandolo ed evolvendolo (con contaminazioni oltre che fantasy, di fantascienza e cinema “old style” anni 70 e 80).

Inizialmente avevo disegnato un guerriero che solo in un secondo momento ha “preso le sembianze” di Ares, il dio greco della guerra. Dico così perché il disegno era nato solo per piacere personale, senza particolari obbiettivi. Completata l’illustrazione mi sono reso conto che il nuovo personaggio doveva avere compagnia, così nacquero Afrodite e Medusa. Il trittico mi convinceva e la possibilità di reinterpretare la mitologia greca mi stuzzicava parecchio. Nel frattempo avevo anche scritto delle bozze di racconti, per dare un tono eroico e allo stesso tempo intimista alle storie che avrebbero dovuto accompagnare le immagini.

Mondadori fu entusiasta del progetto e lo approvò. Da quel momento è passato più di un anno, in cui ho esplorato, sezionato, e riassemblato il pantheon della mitologia greca attraverso le mie sensazioni e il mio stile. Con Favole degli Dei ho voluto comunicare attraverso gli sguardi dei protagonisti, e le parole dei racconti, la potenza delle leggende, ma allo stesso tempo la pazzia, la fragilità, e la passione di creature celebri in tutto il mondo. Prendendo come pretesto storie di nascite e battaglie, ho costruito racconti che esplorassero lati sconosciuti dell’inconscio e del carattere degli immortali, delle bestie e dei mostri, rivivendo dal mio punto di vista quelle storie meravigliose.

11. Sempre per la convention lucchese sarai l’Artist guest of honor, proponendo una tua personale esposizione in cui potremo ammirare molte delle tue opere più importanti. Puoi anticiparci qualcosa?

 Sì, quest’anno Lucca Comics & Games mi ha concesso questo fantastico onore! La mostra narrerà il mio percorso professionale, attraverso le primissime opere (alcune delle quali mai pubblicate su riviste o siti), e i disegni realizzati successivamente per il mio portfolio (fatti su carta o tela con acrilici e aerografo).

Nei vari settori i visitatori potranno vedere illustrazioni realizzate con tecnica classica per varie copertine, per poi passare alle immagini dipinte per il mondo di Licia Troisi (covers e libri illustrati). Ci saranno schizzi e curiosità varie e un posto speciale sarà ovviamente dedicato a Favole degli Dei con grandi stampe digitali che riprodurranno alcuni disegni presenti nel libro.

Insomma, un viaggio tra tecniche tradizionali e digitali, disegni a matita e passaggi di lavorazione, in una mostra che riassumerà tutto quello che ho fatto negli ultimi anni!

12. Progetti futuri?

Sì… ma non mi sbilancio!

Ti ringrazio per la tua disponibilità e la tua presenza su Urban-fantasy.it.

Grazie a voi. Per chi vorrà venire, sarò a Lucca per la presentazione di Favole degli Dei domenica 30 Ottobre, ore 12.30-Sala Ingellis, di fianco al padiglione Games e agli altri svariati appuntamenti della convention. A presto!

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