Breathers: l’anonima zombie – Scott G. Browne

Scordatevi George Romero o gli infetti di 28 giorni dopo. Browne reinventa il mito dei morti viventi in un romanzo imperdibile.

Gli zombie sono cadaveri putrefatti che tornano in vita per mangiare i cervelli dei vivi. Camminano piano strascicando i piedi e ti raggiungono mentre non riesci a far partire la macchina, oppure ti rincorrono per tutta la città facendo schioccare le mascelle mentre pregustano il tuo sapore. Cinema, libri, fumetti e quant’altro hanno da sempre diffuso questa visione degli zombie, ma è stata solo un’abile campagna diffamatoria, o almeno è questo che crede Scott G. Browne.

Immaginate un mondo in cui un piccola percentuale di cadaveri torna in vita. Non sono aggressivi, ne in alcun modo pericolosi. Sono creature capaci di pensare, ricordare, parlare e provare sentimenti. Sono uguali ai vivi, con l’unica differenza che non respirano, puzzano di putrefazione e tendono a decomporsi se non assumano una dose quotidiana di formaldeide.

È in questa realtà che vive Andy, un trentenne morto in un incidente stradale e tornato in vita con una caviglia rotta, un braccio inutilizzabile e una lesione alle corde vocali che non gli permette di parlare. Vive, o forse sarebbe meglio dire non-vive, nello scantinato dei suoi, guardando la televisione e uscendo solo per gli incontri del suo gruppo di sostegno: l’anonima zombie.

Eppure continuo a pensare che dovremmo sceglierci un nome diverso da Anonima Zombie. Dopotutto, se sei un morto vivente, sei anonimo pressappoco quanto un travestito con la ricrescita della barba in bella vista.

Insieme ai suoi simili Andy deve affrontare tutte le discriminazioni imposte dai breathers (letteralmente “i respiranti”) finché egli stesso non decide di intraprendere una personale protesta in difesa dei diritti civili dei non morti. Una protesta che avrà esisti del tutto imprevisti.

Il romanzo di Browne è una commedia dark che fa sorridere e riflettere. Non un semplice libro fantasy, ne tanto meno un horror. Breathers è uno spaccato della società americana, descritto con ironia, sagacia e velata cattiveria.

Un modo stravagante di far riflettere il lettore su temi di grande attualità quali razzismo, emarginazione, ingiustizie sociali e, soprattutto, influenza dei media sulle opinioni e sui giudizi della massa. Proprio la visione dei mezzi di comunicazione che offre Browne è forse il lato più interessante del suo romanzo. I veri zombie sono i non morti o i telespettatori che inseguono il fenomeno mediatico del momento sperando di farci una foto o magari andarci a letto?

Narrato in prima persona dal punto di vista del protagonista, Andy, il libro è scritto con uno stile frizzante, scorrevole, che da ampio spazio ai “ritornelli” e alla satira acuta. Un stile che sembra quasi una versione diluita (ma comunque efficace) di quello cattivo e graffiante che ha reso celebre Chuck Palahniuk.

A parte Andy, gli altri personaggi non hanno una notevole profondità psicologica, ma sono comunque tutti dotati di una dettagliata singolarità gestuale che li rende credibili, almeno per quanto può essere credibile uno zombie che fa terapia di gruppo. C’è Rita che nasconde le sue cicatrici con maglioni a collo alto, Jerry che mostra orgoglioso il suo cervello rimasto in parte scoperto e Hellen che cerca di risollevare il morale dei suoi simili con frasi incoraggianti. E poi c’è la madre di Andy che cerca di volergli ancora ben, ma non riesce ad abbracciarlo senza urlare di disgusto, il padre che vorrebbe donare il cadavere vivente di suo figlio alla scienza e la bambina del parco, unica vivente che sorride al protagonista in tutto l’arco del romanzo.

Un eterogenea galleria di personaggi costruiti con la stessa cura dedicata allo sviluppo della trama, che inizia in maniera comica e scoppiettante, si evolve con eventi che danno spazio a riflessioni e finisce in un crescendo che mescola sapientemente umorismo, violenza e drammaticità.

Breathers di Scott G. Browne è un romanzo originale capace di unire la buona narrativa con il fantasy e l’horror. Un libro fuori dal coro delle mode passeggere, che non cerca di emulare o di seguire le strade già battute da altri bestseller. Da leggere e conservare gelosamente nella propria libreria.

L’AUTORE

Scott frequenta l’Università del Pacifico a Stock-ton, in California, dove comincia a studiare Ingegneria fino a quando non realizza di odiare la Fisica addormentandosi a una lezione di termodinamica. Poco tempo dopo aver lasciato Ingegneria per Economia, entra a far parte di una confraternita della quale inizia a dirigere le attività creative. Quando si trova a dover ideare e redigere l’annuario scolastico, capisce finalmente che la sua vera vocazione è la scrittura. Dopo essersi laureato, Scott si trasferisce a Los Angeles e inizia a lavorare a Hollywood come assistente di produzione per la Disney, ma dopo un paio di anni si rende conto che questo interferisce con la sua presunta carriera di scrittore, quindi si licenzia e si trasferisce a Santa Cruz per dedicarsi al suo primo libro. Tredici anni, tre romanzi, un barboncino, cinque gatti, un matrimonio e un divorzio dopo, si trasferisce a San Francisco, dove termina il suo «romanzocheforsefinalmenteverràpubblicato», Breathers. Una settimana prima che il libro arrivi sugli scaffali delle librerie, i diritti per la trasposizione cinematografica vengono comprati dalla FOX, la quale inizia subito le riprese. Scott nel frattempo continua a vivere a San Francisco, ha da poco finito il suo nuovo romanzo ed è ancora alla ricerca disperata di un clone.

Breathers: l’anonima zombie

di Scott G. Browne
Traduttore: S. Scognamiglio
Editore: Casini, 2010
Pagine: 250
Formato: brossura
Prezzo: 18€

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