Underworld

Storie di licantropi e di vampiri

Nella storia dell’horror – al cinema o in letteratura -, vampiri e licantropi sono stati spesso presenti, dividendosi le simpatie del pubblico per l’una o l’altra fazione. Specialmente in tempi recenti, questi due mostri hanno viaggiato sempre più spesso affiancati: la saga di Twilight ne è il più recente esempio, ma un’ altra saga ha preceduto la storia d’amore di Bella ed Edward, Underworld.

Nell’universo di Underworld convivono vampiri e Lycans ovvero licantropi che possono mutare a piacimento tra la forma umana e quella mostruosa. L’origine di queste mostruosità è in un virus che è poi mutato in licantropia e vampirismo. Una origine comune, quindi, che nasce da Alexander Corvinus e dai suoi tre figli, un licantropo, un vampiro e un ibrido.

La saga inizia nel 2003 con il film Underworld diretto da Len Wiseman che, dopo una gavetta nel settore degli effetti speciali, da il via alla storia che vede la lotta millenaria tra vampiri e licantropi portata ai giorni nostri.

La storia è al contempo semplice e complicata: vampiri e licantropi sono da sempre in lotta per la supremazia di una delle due razze. I licantropi stanno cercando di creare un ibrido licantropo-vampiro che possa unire le virtù e le forze delle due razze attraverso Michael, un erede di Corvinus, ma la vampira Selene (una affascinante e gelida Kate Beckinsale), tenta di impedire la creazione di questo ibrido che metterebbe la sua razza in pericolo di estinzione.

La trama si sviluppa attraverso tradimenti, ricerca delle proprie origini, giochi di potere, storie d’amore. Il film incassa oltre 95 milioni di dollari a fronte di un budget di “soli” 22 milioni di dollari, un enorme successo per quello che doveva solo essere un B-movie girato senza grandi stars o mezzi (22 milioni non sono una cifra eccessiva per gli standard hollywoodiani…..).

Visto il forse inaspettato successo, Wiseman riprende la saga nel 2006 con Underworld: Evolution. Sentendo la necessità di donare alla saga una propria mitologia, la storia inizia spiegando le origini del conflitto e delle razze e subito si sviluppa partendo da dove era finito il primo episodio, seguendo Selene e l’ibrido Michael nella loro fuga alla ricerca della verità e della libertà.

In questo episodio conosciamo anche lo stesso Corvinus che dona il suo sangue a Selene rendendola immune alla luce del sole e dandole la possibilità di pensare ad una vita accanto a Michael. Anche questo secondo episodio ottiene un buon successo: un incasso di oltre 111 milioni di dollari ma con un budget più che raddoppiato di 50 milioni di dollari.

Ancora tre anni dopo, nel 2009, la saga riprende con il suo terzo capitolo, Underworld: Rise of the Lycans. Invece che seguire gli sviluppi della storia d’amore tra Selene e Michael, il film – intelligentemente – è un prequel che esplora a fondo la mitologia della saga andando a raccontare l’origine delle due specie e della loro secolare lotta per la supremazia. Il film si chiude dove si era aperto il primo capitolo.

Questa volta alla regia c’è Patrick Tatopoulos anche lui, come Wiseman, veterano degli effetti speciali. Il budget questa volta scende a 35 milioni di dollari e di nuovo è un successo con oltre 90 milioni di dollari di incasso.

Puntualmente a scadenza triennale, nel 2012 è previsto il quarto film della saga, Underworld: Awakening. La regia questa volta sarà affidata al duo svedese Mans Marlind e Bjorn Stein. Per ora si conosce la storia a grandi linee e si ripartirà dalla fine del secondo capitolo ma con un gap di 15 anni nei quali Selene è rimasta in una specie di come e al risveglio scopre di avere una figlia e sempre in fuga ma questa volta anche dagli umani che hanno scoperto l’esistenza di queste due specie e sono determinati ad estirparle entrambe. Il film sarà ovviamente in 3D e vedrà l’utilizzo della camera digitale Red Epic. Il budget questa volta sarà di ben 65 milioni di dollari, dimostrando la fiducia riposta in questo quarto capitolo.

Sono diverse le considerazioni che si possono fare su questa saga. Dal punto di vista produttivo, la scelta dei registi denota la volontà commerciale del progetto, con nomi poco autoriali e molto specializzati nel settore degli effetti speciali. L’obiettivo, infatti, è quello di creare un prodotto che si possa replicare virtualmente all’infinito, sfruttando diverse storylines. Un prodotto prettamente commerciale che punta sulla storia d’amore ma non tralascia affatto l’azione e la violenza.  Dal punto di vista estetico, la saga presenta tratti interessanti di ibridazione tra neogotico urbano e gotico vittoriano con forti influenze medioevaliste.

Grazie ai salti temporali la saga può sfruttare agevolmente i vari stili e rimanere coerente nella scelta di un look scuro, tenebroso, con chiaroscuri molto evidenti. Le atmosfere sono algide e metalliche sfruttando le necessità notturne dei vampiri ma vi è anche molta ibridazione metaforica tra interno ed esterno, livello superiore e inferiore, giorno e notte. Infatti, pur se le due razze vengono da una origine comune, è chiara l’opposizione tra i due generi, con i vampiri che hanno sempre sembianze umane mentre i licantropi devono regredire alla loro forma animale; entrambe le razze prediligono la notte ma solo i licantropi possono esporsi alla luce del sole; i vampiri vengono presentati come razza superiore e raffinata in opposizione alla natura selvaggia dei licantropi che, infatti, sono trattati come schiavi dai vampiri.

Sarà interessante vedere come il quarto capitolo porterà avanti queste caratteristiche, per l’estetica della serie che, con l’utilizzo dei digitale, dovrebbe essere ancora più evidente, e per lo sviluppo della storia che prevede vampiri e licantropi contro umani.

Underworld è sicuramente uno degli esempi più chiari di gotico-urbano e, pur attingendo ampiamente al passato di vari generi, ha stabilito caratteristiche ben definite per questo genere contemporaneo che continua a riscuotere immutato successo.

E ricordiamo che nel 2012 si celebra il centenario della morte di Bram Stoker e si può scommettere che il gotico avrà ancora più attenzione.

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