La sposa vampiro – Syrie James

Galeotto fu il valzer con il misterioso cavaliere. Un uomo affascinante che sconvolge  il cuore di Mina Harker, coinvolta nella storia d’amore mai raccontata. Un omaggio appassionato e coraggioso al capolavoro di Stoker.

Una personale rivisitazione del romanzo che ha dato il la a un genere. Una sfida, da parte di un’autrice che, forte di un solido background letterario, affida la ricostruzione delle vicende al personaggio femminile di Dracula, protagonista di un amore tanto più coinvolgente, quanto impossibile.

Un amore impossibile per Mina Harker e per Dracula

La vicenda stokeriana è narrata dal punto di vista di Mina Harker, la quale, inserendosi nel solco del non detto dell’originale, rivela una storia d’amore con il vampiro più famoso del mondo. Un amore taciuto, mai sospettato dai personaggi che orbitano intorno a lei (nemmeno dal perspicace Van Helsing) e che mette la giovane di fronte a un bivio esistenziale. Da una parte, il marito, Jonathan Harker, giovane e brillante avvocato, che incarna la sicurezza e l’amore riconosciuto socialmente grazie al vincolo del matrimonio. Dall’altra Dracula, ovvero la passione che brucia come un fuoco vivo. La vita e la morte in contrapposizione, due strade possibili che mettono Mina in crisi, in particolare rispetto alle leggi della convenienza e dell’etica sociale vigenti. Un personaggio che nel romanzo acquisisce uno spessore e un’identità non presenti nella versione stokeriana, e che per questo può risultare interessante. Narrare secondo il punto di vista femminile svela sentimenti tabù, rivolti a un essere sovrannaturale. Un rapporto che consente alla James di mostrare il lato umano di Dracula, creatura oggetto di disquisizioni, amata, odiata, temuta, ma anche vittima dell’intimo conflitto con il Male che è insito in lui.

Syrie James narra la vicenda a partire dall’arrivo a Whitby di Mina Murray. Il fidanzato, Jonathan Harker, è in Transilvania per affari e lei coglie l’occasione per passare un periodo di vacanza con l’amica, anche lei futura sposa, Lucy Westenra. Le ragazze trascorrono giornate piacevoli, finché Mina non incontra un affascinante gentiluomo che cattura la sua attenzione. In attesa del ritorno del futuro sposo, il tempo scorre, piacevole, insieme alla bella e corteggiatissima amica e alla speranza di rivedere colui che ha acceso il suo interesse che, soltanto in seguito, si presenterà come signor Wagner. Nel frattempo gli episodi di sonnambulismo in cui è coinvolta Lucy preoccupano la giovane, alle prese anche con l’ansia di rivedere il fidanzato, ma, al contempo, sempre più attratta da Wagner, con cui trascorre ore indimenticabili. La scena del valzer ha un qualcosa che richiama l’animazione, in particolare quella scena della versione disneyana La bella e la bestia, in cui la danza viene interpretata come rappresentazione dell’atto sessuale. E di forte sessualità si connota il legame con Wagner, che ancora Mina non sa essere un vampiro. La scoperta avviene più tardi, quando la tragica morte di Lucy pone interrogativi al dottor Seward e a Van Helsing. A intrecciare i fili del mistero, anche la vicenda di Jonathan, reduce dalle disavventure vissute al Castello del Conte, che gli sono costate care in termini di salute psichica e fisica.

Sulla scia dei fatti, ricostruiti da Stoker avvalendosi della tecnica diaristica e di quella epistolare, nell’ordine di creare una moltiplicazione dei punti di vista e dunque una maggiore oggettivazione della narrazione, la James, attua la sua reinvenzione, effettuando alcuni tagli, accettabili per l’economia della narrazione, che tuttavia limitano l’elemento dell’alta tensione. In questi frangenti si svolgono gli incontri con promesse d’amore, che si sostituiscono alle scene più avventurose dell’improvvisato gruppo di ammazzavampiri e alle disquisizioni a carattere filosofico del professore olandese. Oltre che amante, Mina diventa la complice del vampiro, che vuole proteggere, esattamente come vuole proteggere gli amici. Al contempo, si assiste all’umanizzazione di una creatura che, nel libro di Stoker, non compare se non in pochi momenti, attraverso le parole dei vari personaggi, che di Dracula restituiscono il ritratto del mostro da abbattere.

La copertina americana de La sposa vampiro

Un Dracula più umano, che resta avvolto da un alone di ambiguità. Mina accoglie le confidenze della creatura: dalla vicenda storica di Vlad l’Impalatore, con nuove versioni dei fatti che si discostano da quelle note, alla rivelazione relativa all’identità delle tre vampire, passando a quattrocento anni di trasformazioni, saperi assorbiti, eventi storici partecipati. In tal modo, il vampiro, per anni figura vista nelle sue connessioni con il diavolo, rivela il fondo di umanità negata, negli ultimi anni, evidenziata da una buona fetta della letteratura e della cinematografia nazionali e internazionali. Non più quindi il Nosferatu di Murnau o il Dracula di Browning che si aggirano tra le tenebre in cerca di vittime ignare. Insomma, Bela Lugosi is dead, cantavano i Bauhaus. Al suo posto il non-morto ricco di fascino e anelante alla vita, intesa in senso lato. Dracula, (nome reale, Nicolae), non è giunto in Inghilterra per mietere vittime e allargare le fila dei vampiri, bensì per vivere e per amare Mina.

Mina deve scegliere tra la vita e la non-vita. Deve inoltre capire se credere o no a Dracula. Le sta davvero raccontando la verità? Ed è forse amore quello che porta l’essere a trasformarla in una vampira? A un certo punto, infatti, l’amante, trasportato dalla passione, le sottrae una dose di sangue in eccesso. Da questo momento la giovane inizia a cambiare e a manifestare sintomi che gli amici considerano sospetti. Mina si sta trasformando in una non-morta? E quali sono le  implicazioni del suo essere discendente di zingari, legame di sangue che determina  poteri di cui è in possesso?

I quesiti si pongono nel contesto di un’epoca in cui l’ascesa della scienza non cancella la credenza nell’esoterismo. Questo iato è rappresentato da Van Helsing, personaggio reso in maniera differente dai due autori. Entrambi lo colgono nello stupore di chi, pur se scienziato, accoglie in sé le istanze dell’incredibile possibile. Siamo negli anni in cui esplode l’interesse per lo studio del cervello umano. A distanza di poco tempo sarà dato alle stampe l’Interpretazione dei sogni di Freud, ma già nell’aria ci sono diversi fermenti, come testimonia anche l’opera Stokeriana. Meno riferimenti in tal senso nel libro della James, dove la figura di Renfield viene fortemente ridimensionata rispetto all’originale, così come avviene per Van Helsing, che pur nell’audacia e nella vocazione alla sperimentazione che lo contraddistingue, viene messo in ridicolo dal Conte. L’autrice ne mette in rilievo gli errori, nel contesto di una scienza ancora incerta che, a fronte di quella odierna, è ancora impastoiata nei cavilli della superstizione.

Superstizione che crede nell’ impossibile, come l’amore tra Mina e un vampiro, archetipo ormai consolidato nella letteratura fantastica. Un amore che fa rima con orrore. Il potere della seduzione, l’incontro e l’approccio con una sessualità che all’inizio non soddisfa. Su un piano simbolico, il vampiro è il lato oscuro, che, emergendo, consente di abbattere tabù. Mina, protagonista di un’intimità coniugale poco soddisfacente con Jonathan, subirà un cambiamento in tal senso. Per la gioia, raccontata con giocosità, del marito. Il sentimento impossibile, ricco di simbolismi e di contraddizioni, diventa la chiave di accesso alla conoscenza, ivi compresa, quella relativa alla leggenda di Dracula. Se nel romanzo di Stoker questa creatura è il protagonista-assente, enigmatico, che mette di fronte l’essere umano alle sue più intime paure, ne La sposa vampiro la James cerca di dare un volto diverso al non-morto più celebrato.  Salvo poi sprofondare di nuovo negli abissi del mistero, per una figura che sfugge ancora a molte definizioni.

Tra citazionismi – Bürger, Wilde, Shakespeare – e trasporti amorosi, si giunge a un finale inevitabile e coerente con quello stokeriano. Certo, sangue e paura si attenuano, a fronte della grandezza del sentimento. La costruzione è buona, anche se in molti punti la James effettua tagli che mettono sullo sfondo personaggi centrali nella vicenda e rendono alcuni episodi, sviluppati in maniera articolata da Stoker, più approssimativi. Tagliate anche le disquisizioni a carattere filosofico. Per gli appassionati di Dracula, queste omissioni possono essere scambiate per frettolose risoluzioni delle vicende di azione, messe in ombra dall’esigenza di far parlare l’amore tra Mina e il vampiro. Tuttavia un merito dell’autrice, che resta fedele all’originale e offre una versione personale e sentimentale di Dracula, è sicuramente quello di fornire una narrazione meno frammentata, che porta i “novizi” ad avvicinarsi alla più complessa opera stokeriana, dando più spazio e spessore a Mina Harker, in Stoker meno delineata e più funzionale alla storia.

L’AUTRICE:

Syrie James. Nata a New York, si è subito trasferita in California con tutta la famiglia, perché il padre detestava spalare la neve. Dopo diverse esperienze come autrice di sceneggiature, si è dedicata alla sua vera passione, la narrativa. Ha dato alla luce a: Il diario perduto di Jane Austen e I sogni perduti delle sorelle Bronte. I suoi libri sono tradotti in quindici paesi.  Sito: www.syriejames.com

La sposa vampiro

Autrice: Syrie James
Titolo originale: Dracula my love
Casa Editrice: Piemme
Prezzo: € 19,90

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook