La favola gotica di Francis Ford Coppola

Twixt e il 3D secondo Coppola

Il nome di Francis Ford Coppola evoca il grande cinema, quello della new Hollywood che tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, rivoluzionò il cinema con una nuova estetica e, soprattutto, nuovi modi di produzione.

La saga de Il Padrino (1972-90), La conversazione (1974), Apocalypse Now (1979), Rusty il Selvaggio (1983), Dracula (1992), sono solo alcuni dei suoi titoli, a dimostrazione del livello del regista Americano. A fine anno è prevista l’uscita del suo nuovo film Twixt  che si preannuncia interessante, per diversi motivi. Per prima cosa, si tratta del primo film in 3d del regista, a dimostrazione di una voglia di sperimentare rimasta intatta alla sua età.

Ricordiamo, infatti, che già nel 1982 con Un sogno lungo un giorno, Coppola sperimentava le nuove tecniche di regia e ripresa elettronica. A distanza di trenta anni, Coppola si avvicina al 3d con un film che mescola anche il 2D e la narrazione non lineare, e che va ad impiantarsi nella sua vena legata all’horror. Secondo motivo di interesse è proprio il ritorno a questo genere particolarmente caro al regista che nel 1963 realizzò Dementia 13 e, soprattutto, fece la sua gavetta alla corte di Roger Corman.

Questo suo ultimo film viene preannunciato come una favola gotica legata alle investigazioni dello scrittore horror Hall Baltimore interpretato da Val Kilmer (Batman Forever, The Doors e il sottovalutato – ma divertentissimo – Top Secret!), in crisi per la morte della figlia (anche Coppola ha perso un figlio di 22 anni nel 1986) e che come estetica sembra avvicinarsi all’onirismo di David Lynch, tra fantasmi e strane presenze.

Una estetica, quindi, che sembra molto lontana dal gotico barocco del suo Dracula. Una miscela che difficilmente scontenterà gli appassionati dell’horror e, più in generale, gli amanti del grande cinema, pur a basso budget. Ma con Coppola i soldi passano in secondo piano.

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