La cacciatrice di anime – Darynda Jones

Non è sicuramente una detective come tante, Charley Davidson. Bella come una pin-up, roboante come una Harley e con una particolarità: è l’angelo della morte. Ma la sua vita non si svolge di certo in una “zona morta“…

Un romanzo paranormal intricato, ricco di ironia, a tratti esilarante, ma anche delicato. L’esordio di Darynda Jones è all’insegna della “morte”.

La cacciatrice di anime, brillante esordio per la JonesLa morte di un ragazzo e quella di tre avvocati dello stesso studio

La morte di un ragazzo e quella di tre avvocati dello stesso studio  associato; un uomo accusato di un omicidio non commesso. Un bellissimo giovane che entra nei sogni di della protagonista del primo lavoro della Jones. Niente a che vedere con il il Krueger della celebre serie horror: l’intrusione nei sogni di Charley ha una natura erotica talmente forte, da lasciare un segno anche nell’attività diurna. Unico indizio è la parola Dutch, che “l’uomo dei sogni” le sussurra, consentendo di creare un nesso con il presente e il passato. Due dimensioni temporali che si intrecciano nella memoria risvegliata della protagonista.

Nel presente vengono narrate le indagini condotte a fianco dello zio Bob, nel ruolo ufficiale di  consulente per la polizia di Albuquerque (New Mexico, Usa). In realtà si tratta di una copertura per giustificare la propria presenza sulle scene del crimine e il coinvolgimento nei casi, risolti grazie alla particolarità di Charley. La giovane possiede infatti la non comune dote di parlare con i defunti, i quali, indicandole i responsabili dei loro omicidi, aiutano la polizia ad assolvere in maniera rapida ai loro doveri.  Charley è l’angelo della morte.

Nella ricostruzione del suo passato, sulle tracce “dell’uomo dei sogni”, la protagonista s’imbatte in verità legate alla vita dopo la morte. Nessuna definizione dantesca, nessuna descrizione di luoghi non terrestri. L’angelo della morte della Jones è una figura di intermediazione, percepita dai morti come creatura luminosa, che consente loro di passare “all’altro mondo”. Ma la stessa creatura, identificata dalla tradizione ad Azrael (appunto, l’angelo della morte) non ha nozione di quello che c’è oltre di lei.

La piccola Charley ha manifestato fin dalla più tenera età i suoi poteri, visualizzando defunti, disposti a essere traghettati nell’aldilà, soltanto dopo avere risolto ciò che avevano in sospeso con i vivi. Ma questi poteri sono stati oggetto di censura da parte della matrigna, prima e, di altri, poi. Per la donna (simile alla matrigna di molte fiabe,  che non accettano la figliastra –si veda per prima Cenerentola, ma anche Fata Piumetta…–) cui preferisce la figlia naturale, spesso meno dotata, quella acquisita rappresenta una vergogna, poiché diversa. Dunque, ancora una volta, il tema della diversità, onnipresente nella letteratura fantastica, che porta la persona in questione a essere isolata, come avviene a Charley,  perché non conforme alle regole sociali. Ma nel momento in cui tale diversità va a vantaggio della società –i casi risolti– ecco che gli altri cambiano attitudine, accogliendo colui che prima veniva isolato.

Charley però non ha paura della propria diversità: parla con i defunti, è coinvolta in situazioni bizzarre e divertenti, spesso scherza sulla propria condizione. Tuttavia, quando la pista sovrannaturale  la porta sulle tracce di Reyes Farrow, giovane in fuga dalle violenza paterne incontrato durante l’adolescenza, il suo rapporto con l’aldilà subirà delle variazioni.

La protagonista, una ragazza che non disdegna i piaceri terreni, ha l’aspetto di una pin-up con tanto di quarta di reggiseno e, all’occorrenza, mise accattivanti. Ma come molte super-eroine, entrate nell’immaginario letterario e pop, è anche una donna tosta. La Jones costruisce un personaggio senza paura. Fin dalle prime righe, Charley mostra di non essere una donna come  tante. Pur avendo la capacità di attenzione “di un moscerino”, ha un’intelligenza fuori dal comune e affronta il pericolo con grande temerarietà. Ma tra le pieghe della sua eccezionalità, si rilevano tracce di un’umanità tenera e disincantata. Come molte ragazze emancipate dei nostri giorni,  vive una condizione di singletudine in cui c’è spazio per avventure e abbandoni fugaci alle passioni.  Charley sa di essere l’angelo della morte, ma vuole comprendersi e capire chi la protegge nei momenti di pericolo.  

L’angelo della morte, in una rappresentazione archetipica

Mentre la sua indagine personale prosegue, il lavoro con la polizia, collocato su un piano reale colmo di stranezze,  si rivela pieno di rischi, mentre nuovi  spiragli si aprono sul fronte della memoria. A fornire l’indizio principale sono “l’uomo dei sogni” e un essere misterioso, la cui natura resta ignota. Questa creatura, identificata come il male, interviene nei momenti in cui la ragazza rischia la vita. E nell’arco di pochi giorni, quasi per ironia della sorte, da angelo della morte,Charley rischia di diventare un “angelo morto”; ma è proprio quello che lei ritiene essere il male a salvarla, agendo direttamente contro i propri avversari. 

Nel romanzo della Jones si affronta la problematica della morte, senza entrare nel merito di specifiche credenze religiose o attraverso dissertazioni mirate. Tale condizione si presenta nelle vicende dei personaggi,  come condizione dell’essere, ma anche come stato che ne implica altri. Morte come cambiamento.

Il piano reale e quello sovrannaturale, la vicenda privata e quella “professionale” si intrecciano, malgrado le differenze poste. Eppure la protagonista, cui la Jones affida la narrazione in prima persona, si ritrova a percorrere queste strade apparentemente diverse, ma non discordi, vivendo situazioni ingarbugliate, descritte in quanto tali. Una sorta di flusso di coscienza semplificato, dove non ci sono disquisizioni escatologiche dirette, ma quesiti relativi all’aldilà che nascono spontanei, nella lettura. Seguendo l’attitudine di Charley alla distrazione, il romanzo è costruito su vari piani narrativi, che si intrecciano. Discorsi con i morti si alternano a quelli con i vivi, creando divertenti e non poche estranianti sovrapposizioni. Il tutto condito con un’ironia sagace e strappa-sorrisi, che rende particolarmente simpatico il personaggio di Charley.

In questo lavoro, primo titolo di una trilogia di successo,  non abbiamo fantasmi  che infestano case, non ci sono Acchiappafantasmi e Slimer. Non sono presenti rimandi a luoghi comuni, anzi, la Jones ha una visione dell’al di là e della morte molto personale,  con implicazioni legate a un destino che tesse una trama articolata. Il ruolo di Charley solleva molti dubbi, il mistero aleggia intorno a lei. E ci sono cose pericolose, come una bocca dell’inferno che sembra schiudersi, recando eventi nefasti. Ma su questi misteri, aspettiamo il prossimo volume della serie. Perché le avventure di Charley Davidson sono appena iniziate e l’Inferno rientra nella vita di questo angelo della morte senza ali, ma anche così incredibile e umano.

L’AUTRICE

Darynda Jones. Una vita dedicata alla scrittura, coltivata fin dall’età di cinque anni. Dopo aver creato diverse sceneggiature per bambini del vicinato e, da adolescente, aver dato vita a un universo fantascientifico di grande forza, ha proseguito sulla via che l’ha portata al primo traguardo: La cacciatrice di anime ha infatti vinto il Golden Heart come Miglior romanzo paranormal del 2009. Dopo il grande successo negli Usa, il lavoro, primo titolo di una trilogia in uscita nei prossimi mesi, è in corso di pubblicazione in Francia, Germania, Regno Unito, Polonia, Slovenia, Thailandia, Taiwan e Turchia.

La cacciatrice di anime

Autore: Darynda Jones
Titolo originale: First Grave on the right
Casa Editrice: Leggereditore
Prezzo: € 10

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