Intervista a Virginia De Winter

Un’intervista esclusiva alla misteriosa autrice della saga Black Friars, giunta al secondo volume pubblicato da Fazi Editore nel luglio scorso.

Dopo aver esordito sul web come scrittrice di Fan Fiction sotto lo pseudonimo di Savannah, Virginia De Winter ha fin da subito conquistato il favore del grande pubblico italiano con la sua ammirevole prova d’esordio Black Friars L’ordine della Spada pubblicata da Fazi Editore nel 2010. 

Un mix seducente di atmosfere gotiche e classicheggianti, che condurranno il lettore tra i vicoli bui della Vecchia Capitale alla scoperta di oscuri segreti ammantati di tenebra e passioni tumultuose mai sopite dallo scorrere inesorabile del tempo. La De Winter delinea un perfetto affresco vergato su carta, evocativo  e tangibile, da cui emergono personaggi tridimensionali e caratterizzati da chiaroscuri caratteriali. 

Grazie alla sapiente maestria narrativa dell’autrice, il lettore viene catapultato in un inedito universo fantasy che trova la sua genesi dalla fusione  di due periodi storici differenti: il tardo settecento e il medioevo. Lo stile di scrittura, caratterizzato da ricercatezza lessicale, che non scade mai nella retorica fine a sè stessa, e da un’eleganza raffinata, si adatta perfettamente all’ambientazione e alle atmosfere presenti nei romanzi. La scrittura di quest’autrice romana, celata da un velo insondabile di mistero, presenta l’eco dei grandi classici moderni, mantenendo comunque un guizzo di innovazione che rende la lettura fluida e avvincente. Le atmosfere del nuovo capitolo della trilogia, L’Ordine della Chiave, si tingono di colori più tetri e bui, d’ispirazione tipicamente gotica.

Nel nuovo volume l’autrice trae ispirazione dalle favole più celebri e le innesta in un contesto spruzzato dal rosso vermiglio del sangue e dal nero impenetrabile dell’oscurità. E’ tangibile il netto miglioramento compiuto da questa giovane scrittrice che, pur mantenendo i pregi de L’ordine della Spada, ha saputo far tesoro delle critiche ricevute presentando al pubblico un volume di alto pregio narrativo, nel quale non si riscontrano affatto le ingenuità del primo capitolo. La narrazione scorre più fluida e incalzante, mentre le vicende vengono finemente intrecciate per acuire sensibilmente la suspance nel lettore che si ritroverà letteralmente avvinghiato alle pagine per scoprire il sospirato finale.

INTERVISTA ALL’AUTRICE

1. Cara Virginia, è un piacere per noi averti come ospite su urban-fantasy.it. Ti andrebbe di presentarti ai lettori del sito? Che ragazza si nasconde dietro lo pseudonimo anglosassone che ti sei scelta per la pubblicazione della tua serie?

Una ragazza normale con una vita normale, intenzionata a mantenerla tale!

2. E’ uscito da pochissimo il tuo secondo romanzo Black Friars L’Ordine della Chiave. Qual è il tuo stato d’animo e cosa ti aspetti da questa tua seconda pubblicazione?

Stato d’animo incredibilmente rilassato, soprattutto rispetto allo scorso anno che per me ha comportato qualche ansia in più, ma trattandosi del primo libro penso sia una cosa comprensibile. Quanto al libro, sono abbastanza soddisfatta di quello che sono riuscita a fare, ma non mi aspetto nulla di particolare: sono già proiettata verso altri progetti.

3. A cosa ti sei ispirata per scrivere questo nuovo volume della tua serie? Come nasce questa storia che inizia cinque anni prima de L’ordine della Spada?

L’ispirazione principale sono le fiabe classiche e gli spauracchi per bambini. La storia nasce proprio da questo: che cosa succederebbe se gli incubi che, da adulti, ci appaiono innucui diventassero all’improvviso una minaccia tangibile?

4. Rispetto al primo romanzo è evidente un netto miglioramento stilistico. La prosa è più asciutta, e questo dona al romanzo una maggiore fluidità e scorrevolezza. Come hai lavorato insieme alla tua editor per migliorare sotto questo punto di vista?

Mi ha schiaffeggiato le manine, mi ha messo un limite massimo di metafore e similitudini, ha corretto a meno a mano che scrivevo nomi e concetti troppo avulsi dal contesto; e io il libro l’ho scritto in meno tempo. Per l’altro ho impiegato anni e la differenza si nota semplicemente nel fatto che era più dispersivo rispetto a questo. Per il resto è tutto lavoro suo, il patto tacito è che io il libro lo scrivo come piace a me, poi il suo compito è fare in modo che i lettori non ce lo tirino dietro.

5. Tra la pubblicazione de L’ordine della chiave e L’ordine della spada è trascorso un anno, è cambiato il tuo approccio alla scrittura e alle tue storie?

Non mi viene in mente nessun cambiamento sensibile. Il mio rapporto con la scrittura, come per la maggior parte della gente che ci sta leggendo, esiste da talmente tanto tempo che non può cambiare in un anno. La differenza semmai c’è tra scrivere una storia per sè e scrivere in previsione che qualcuno legga: in questo caso non devi rendere la vita troppo difficile al tuo povero lettore.

6. C’è stato qualche momento durante la stesura de L’ordine della Chiave in cui hai trovato grosse difficoltà nel gestire personaggi e trama? In cui ti sei detta, e ora cosa faccio?

No, al massimo ho potuto imprecare un po’ perché a volte mi sembrava di finire mai. Nell’unico punto in cui sono stata in difficoltà mi è venuta in soccorso Elenoire Sinclair con una trovata brillante, ma quello è merito suo, non mio.

7. I tuoi Vampiri ridanno lustro alla figura sensuale e seducente del bello e maledetto, a quali autori ti senti più riconoscente per aver seguito questo solco narrativo?

Anne Rice, Hoffmann sopra tutti, leggere loro è stato determinante nella scelta di determinate atmosfere.

8. Hai creato un universo fittizio che richiama un’ambientazione di fine settecento con un’atmosfera che richiama anche i secoli bui del medioevo. Basti pensare alla caratterizzazione che dai delle università. Ti andrebbe di spiegarci come hai ideato questo tuo mondo in cui hai innestato la tua storia fantastica?

Sfogliando libri di storia, molto semplicemente. La mia università è creata sul modello dello Studium bolognese: si parte da un’idea e si fanno le ricerche corrispondenti.

9. Alcuni personaggi hanno un approccio molto libero e carnale alla vita, tra balli seducenti e sensuali, rapporti promiscui e seduzioni. Ritieni che una società come quella che hai descritto, fortemente chiusa e con regole ferree e rigide, predisponga anche a un più facile invito a “infrangerle”?

Non mi sembra così chiusa, in realtà. Al contrario gli scholares per definizione conducono una vita piuttosto libera, che poi ci siano delle spinte reazionarie fa parte del genere di cultura che ho voluto descrivere, ma, a ben guardare è uno scenario piuttosto classico che si ritrova in parecchie società. Il rapporto con le regole non riguarda semplicemente la loro infrazione, è più interessante quando si mettono in discussione.

10. Le fiabe hanno sempre una componente nera, profonda e misterosa, tu le hai rielaborate partendo però da un nuovo contesto: legandole al tuo mondo, come è nata l’idea?

Le fiabe hanno una tradizione e una funzione sociale molto peculiare che prescinde dal semplice intrattenimento dei bambini. E poi sono crudeli, viste con gli occhi di un adulto.

11. Seduzione. Carisma. Passione. Tre parole che descrivono uno dei personaggi dell’ Ordine della Chiave: Belladore. Una vampira tanto antica quanto potente, capace di ammaliare con uno sguardo, ma di creare attorno a sé un’aura di assoluto distacco. Diabolica e seducente. Dicci, com’ è nata l’idea di un personaggio del genere? A che modelli della letteratura, e quindi storie e personaggi, si rifà?

La Signora delle Camelie di Dumas figlio, proprio per questo il suo simbolo è una camelia. Porta il cognome di Marie Duplessis, la donna a cui si ispirò Dumas per scrivere il suo romanzo e il nome di Violette Valerie. Violetta Valery è la Traviata di Verdi, che prende spunto proprio dalla Signora delle Camelie. Inoltre la sua storia con l’antico principe antenato del mio protagonista riprende – sempre in chiave goth – quella de “Der Studentprinz”, molto famoso non solo nella città universitaria di Heidelberg che tanti spunti mi ha fornito per la mia. Ha anche qualcosa di Clarimonde della Morta Innamorata, di Gautier, per la precisione la dimensione del sogno – nel mio caso incubo – di cui si serve sul protagonista maschile. Alise, come in tanti casi, è la summa di un certo tipo di musica e letteratura che amo molto e che ho voluto riportare qui, con citazioni e riferimenti precisi e facilmente intuibili dal lettore.

12. Axel ed Eloise sono due caratteri molto complessi, quanto affascinanti. Il primo in apparenza sicuro di sé e indomabile, la seconda sbarazzina, colta ma impertinente. Eppure riescono a completarsi con grande naturalezza. Dicci, quanto è stato facile o difficile attingere a questa gamma espressiva? A quali esperienze ti sei rifatta? E credi possibile che due caratteri così possano davvero sperare in un lieto fine?

Nessuna difficoltà: hanno caratteri le cui interazioni incontro/scontro sono un classico. Al massimo la lotta è per non cadere dal classico nella totale banalità (battaglia magari perduta parecchie volte, ma pazienza). Certo hanno certe sfaccettature da tenere sotto controllo, le ossessioni di Axel e l’orgoglio eccessivo e alquanto autolesionista di Eloise. Non mi sono rifatta a nessuna esperienza, non è sicuramente questo l’argomento per cui mi rifarei a qualcosa di mio e credimi, non mi sono mai nemmeno interrogata su cosa potrebbe succedere a due caratteri così al di fuori di una storia: si tratta di fiction, qui tutto è possibile ed è questo l’importante.

13. Ora che il prequel è finalmente uscito i fans appena finiranno il tuo secondo romanzo vorranno leggere subito il terzo. Cosa ci dobbiamo aspettare dal sequel de L’ordine della Spada? Hai già cominciato a lavorarci o ti sei presa anche tu una piccola vacanza?

Come avevo già detto questo segmento di storia avrei potuto completarlo in tre o quattro libri. Sempre autoconclusivi – nessun libro obbliga a leggere il precedente o successivo. Non posso ancora rivelare nulla del contenuto, la storia è allo stato embrionale: una fase troppo delicata per dire qualsiasi cosa. Per ora terminerò questo, poi si vedrà. La mia vacanza, al momento, è stata scrivere una fanfiction che ho pubblicato su EFP come al solito e avere il piacere di ideare un’altra storia che però non fa parte del ciclo di Black Friars.

14. Ti ringraziamo molto per la disponibilità e ti facciamo un grande in bocca al lupo per questo secondo romanzo. Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?

Sì, che sono io a ringraziare te e il vostro staff per tutto lo spazio e la gentilezza che mi avete dedicato e anche chi ha avuto la pazienza di leggere tutto!

Intervista di Luca Azzolini

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook