Intervista a Paola Boni

In un intervista esclusiva, l’autrice romana parla della saga di Amon e dei suoi progetti futuri.

In concomitanza con l’uscita del secondo volume della saga di Amon, La fine del sentiero (di cui potete leggere la recensione QUI), abbiamo intervistato l’autrice, Paola Boni, colonna portante del progetto che la Casini Editrice ha costruito intorno alle gesta dei personaggi da lei creati.

1. Ne La fine del sentiero sei riuscita a far maturare sia i personaggi che la storia, ma quanto questo libro a fatto maturare te come scrittrice?

La fine del sentiero è stata un’occasione per cercare di migliorare la mia scrittura e correggere gli errori che ho avuto modo di notare in essa grazie al contatto diretto con i lettori. Mi ha permesso sicuramente di fare dei passi avanti e di maturare, ma so di poter imparare e migliorare ancora. Ogni nuovo romanzo per me è una sfida per continuare a crescere sia come scrittrice che come persona e mi sento di poter dire che La fine del sentiero è stata una sfida vinta. Ora non mi resta che affrontare la prossima.

2. Una delle caratteristiche del libro è la complicata distinzione tra bene e male. Hai deciso di strutturare così il romanzo per le esigenze della storia, o in generale non sei un amante degli eroi senza macchia e senza paura?

In Amon ho cercato di rappresentare quella che è la mia visione della natura umana. Sono convinta infatti che non esistano persone completamente malvagie o totalmente buone. Tutti hanno le loro luci e le loro ombre e sono le nostre scelte nelle situazioni difficili a determinare in parte la nostra propensione al bene o al male. È stato questo mi ha spinto a definire la complicata e ambigua concezione del bene e del male in Amon, questo e la consapevolezza che purtroppo spesso la vita sa essere crudele, ma che nella sua crudeltà non fa distinzione tra persone buone o malvagie.

3. Gran parte degli scrittori dichiarano di avere uno stretto rapporto con i personaggi da loro creati. Come è il tuo rapporto con i personaggi della saga di Amon?

Approfitto di questa domanda per chiedere scusa ufficialmente a tutti i miei personaggi. Io ho un rapporto molto stretto con loro. Sono una parte fondamentale di me e della mia vita e in essi mi identifico sotto molti aspetti. Il problema è che ogni volta che mi affeziono a uno di loro in maniera particolare questo finisce col soffrire sempre in maniera atroce. Mi sento in colpa per la fine orribile che hanno fatto alcuni di loro.

4. Leggendo i primi due libri della saga di Amon, abbiamo visto i personaggi viaggiare per tutta Europa senza mai varcare il confine del nostro paese. Come mai hai fatto questa scelta?

In effetti nei romanzi Daniel e i suoi compagni non vengono mai in Italia però chissà… magari altrove un salto dalle nostre parti lo faranno.

5. La saga di Amon è un progetto molto più ampio di una semplice trilogia letteraria, ce ne vuoi parlare? Come ci si sente a essere il perno centrale di un progetto di tal portata?

Quello di Amon è un progetto multimediale, una sfida che mira a creare una realtà complessa e articolata alla quale anche i lettori sono invitati a partecipare direttamente attraverso contest e incontri. A lavorare a questo progetto c’è un vero e proprio team di artisti in vari campi diversi. Oltre ovviamente allo staff della Casini c’è Sara Forlenza che si occupa delle illustrazioni dei romanzi e del sito, Sara Lazzeroni che realizza i filmati in grafica 3D, Marilena Wu che invece si dedica al Character Design dei demoni e poi c’è Karim con il quale ho collaborato per la realizzazione di una serie manga che, pur potendo essere letta in maniera autonoma, farà da ponte di collegamento tra i primi due volumi della trilogia. Il manga verrà presentato all’Amon Day che si terrà al Lucca Comics. In quella data verranno svelati anche altri progetti dei quali purtroppo ancora non posso parlare, ma che mirano a coinvolgere ancora di più i lettori nella saga. Come mi sento ad essere al centro di tutto questo? A dir poco TERRORIZZATA. So che il lavoro di tutto il Team dipende in parte dal mio e questo mi spaventa molto, ma allo stesso tempo mi da tanta carica per impegnarmi a migliorare e ad essere sempre all’altezza delle aspettative.

6. La saga di Amon, nonostante sia un urban fantasy dalle tinte forti, si discosta nettamente dalla molto popolare produzione (in costante aumento) di urban fantasy che approdano in Italia. Romanzi che virano più al paranormal romance che al tipico urban fantasy anglosassone. La decisione di cambiare genere (pur rimanendo nel fantastico) dopo il tuo primo romanzo è stata casuale o voluta? In che modo hai creato il tuo universo urban fantasy?

Veramente non ho pensato molto a che genere di romanzo sarebbe stato Amon. È una cosa alla quale sinceramente non bado quando scrivo. La storia si è sviluppata in maniera autonoma a partire dai due personaggi principali, Daniel e Baal, che sono nati per caso durante una corsa in autobus. L’universo di Amon poi è cresciuto col tempo grazie a diversi studi e ricerche fatti su alcune tradizioni esoteriche come la Cabala o sull’antico e nuovo paganesimo. Ho cercato di ricreare una realtà nella quale gli aspetti magici di queste dottrine e religioni si manifestano in maniera concreta e sono parte integrante della nostra storia.

7. Oltre che scrittrice, sei anche lettrice e titolare di una libreria fantasy a Padova. Potendo osservare il fenomeno da tutti i punti di vista, quale pensi sia la situazione del fantasy italiano?

La situazione del fantasy in Italia è davvero complessa. Ci sono tanti autori fantasy Italiani con un grandissimo potenziale che però non hanno la possibilità di emergere e arrivare nelle librerie e quindi alla maggior parte dei lettori. Le grosse case editrici tendono a puntare maggiormente su autori stranieri e i piccoli e medi editori spesso hanno solo internet per farsi conoscere, strumento che pur essendo molto utile è anche limitato sotto molti aspetti. Credo che il grande difetto della realtà editoriale Italiana stia nel fatto che si parla tanto della necessità di avere delle novità e di sperimentare, ma che alla fine in pochi sono davvero disposti a puntare su di esse.

8. Dal tuo romanzo d’esordio Black Angel, sei sicuramente migliorata come scrittrice e maturata come donna. Si concretizzerà in un prossimo futuro il tuo desiderio di pubblicare una riedizione ampliata e rivista di questo romanzo a tema vampiresco?

Forse non in un prossimo futuro, ma di certo il desiderio si avvererà. Attualmente sto lavorando a una revisione accurata del romanzo aggiungendo capitoli, sistemando alcune scene e trasformando la storia per renderlo più vicino al mio attuale livello di scrittura e maturità. Spero davvero di poterlo riproporre presto in una versione tutta nuova.

9. Quali sono i tuoi progetti futuri riguardo la saga di Amon? Oltre al terzo romanzo, che conclude la trilogia Amon, possiamo aspettarci altri romanzi inediti?

Di certo ci saranno ancora molte sorprese legate ad Amon. Anche se la storia di Daniel e Baal si concluderà col terzo romanzo il mondo che si è sviluppato attorno a loro è talmente vasto che sarebbe un peccato non svilupparlo appieno.

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