Il Batman di Christopher Nolan

Quando il grande cinema incontra l’universo dei fumetti.

Dapprincipio fu Adam West che, con calzamaglia, pancetta in vista e una serie infinita d’improbabili bat-accessori, dava vita a un Batman colorato, sgargiante, tanto trash da diventare cult. Era il 1966 e il protagonista del celebre fumetto DC Comics esordiva al cinema in Batman the movie, un lungometraggio, prodotto dalla Fox, che trasformava il supereroe mascherato in un esempio civico, pronto a bacchettare il povero Robin con sermoni buonisti tenuti con linguaggio forbito ed esclamazioni depurate da ogni possibile volgarità.

Dovettero passare più di vent’anni per rivedere l’uomo pipistrello sul grande schermo. Nel 1989 fu il momento di Tim Burton, che in Batman propose una versione moderna e oltremodo dark dell’uomo pipistrello. Il supereroe, impersonato da un Michael Keaton poco abituato alle scene di azione, affrontava la sua nemesi, il Joker, pagliaccio istrionico e intrigante interpretato magistralmente da Jack Nicholson. Burton, che diresse anche il seguito Batman – Il ritorno (1992) riuscì a dare uno spessore psicologico ai personaggi, ma non si liberò del lato fumettistico creando una Gotham City troppo di cartapesta per sembrare reale.

In seguito fu la volta di Joel Schumacher (a cui venne affidata la regia di Batman Forever (1995) e di Batman & Robin (1997) che diede un taglio patinato e carnevalesco all’universo dell’eroe mascherato. Costumi lucidi, colori sgargianti e personaggi bidimensionali. Quasi una versione muscle del Batman in calzamaglia e pancetta. Entrambi i film di Schumacher furono un flop di critica e d’incassi.

La saga cinematografica di Batman aveva bisogno di un nuovo slancio, e la Warner Bros, detentrice dei diritti del franchise a partire dal primo film di Burton, decise di procedere con un reboot, un nuovo inizio che avrebbe trascurato le pellicole precedenti. Venne contatto Darren Aronofsky, che rifiutò per dedicarsi a Requiem for a dream, poi pensarono ai fratelli Wachowski, che declinarono l’offerta per continuare a lavorare alla serie di Matrix, e infine il progetto fu affidato a Christopher Nolan, a quel tempo giovane cineasta che si era messo in luce con il film Memento (2000).

Scrivendo la sceneggiatura a quattro mani con David Goyer (autore del soggetto originale), Nolan volle dare al film un tono nuovo, molto diverso da tutte le pellicole precedenti. Dopo quattro film in cui la figura dell’uomo pipistrello veniva in realtà oscurata dalla caratterizzazione e dall’interpretazione del villan di turno, Nolan volle una storia in cui il personaggio di Bruce Wayne/Batman fosse finalmente il protagonista. Bisognava dare spazio alle origini del personaggio e alla natura della sua doppia identità e per farlo decisero di ispirarsi alla celebre graphic novel Batman: anno uno di Frank Miller (in cui Bruce Wayne e il tenente di polizia James Gordon ritornano a Gotham City dopo anni di assenza e iniziano la loro crociata contro il crimine e la corruzione).

Nacque così Batman Begins (2005).

Alfred: “Perche i pipistrelli, signor Wayne?”
Bruce Wayne: “Perché mi fanno paura. Che li temano anche i miei avversari.”

Il film è ambientato in una Gotham City priva di ogni aspetto surreale o fumettistico, una metropoli moderna con l’unico tocco retrò della rotaia sopraelevata che attraversa tutta la città. L’abbandono dei tratti pop in favore di una visione molto più realistica è una delle caratteristiche principali dell’opera di Nolan. Niente più bat-accessori ma attrezzatura militare tecnologicamente avanzata, niente più bat-mobile ma un mezzo militare corrazzato, niente più siparietti comici ma dialoghi ben costruiti che affrontano in maniera approfondita il tema della battaglia tra bene e male.

Il personaggio Bruce Wayne/Batman (interpretato da Christian Bale) è sviluppato in maniera superlativa, con una profondità psicologica unica considerando il genere supereroistico di cui il film fa parte. Batman non è più il miliardario granitico che da lezioni di morale civica, né il giustiziere senza macchia maestro nel discernere il bene dal male. Bruce Wayne/Batman è un bambino che cresce nella paura, un ragazzo che cerca la vendetta, un uomo che viaggia per conoscere e combattere la paura e, infine, un simbolo che combatte, spaventa e smuove gli animi verso la legalità.

Alfred: “Si fermerà a Gotham a lungo, signore?”
Bruce Wayne: “Il necessario. Voglio dimostrare agli abitanti di Gotham che la città non appartiene ai corrotti e ai criminali.”
Alfred: “Negli anni di crisi suo padre rischiò la bancarotta del suo impero per combattere la povertà. Credeva che il suo esempio avrebbe spinto l’alta borghesia a salvare la città.”
Bruce Wayne: “Ci riuscì?”
Alfred: “Indirettamente… fu l’omicidio dei suoi genitori a provocare una reazione.”
Bruce Wayne: “Servono eventi drammatici per scuotere la gente dall’apatia, ma io non posso farlo come Bruce Wayne, come uomo di carne e ossa mi possono ignorare o schiacciare, ma come simbolo… come simbolo potrei essere incorruttibile. Potrei essere immortale.”
Alfred: “Quale simbolo?”
Bruce Wayne: “Qualcosa di… elementare… e insieme di terrificante.”

La regia di Nolan è ottima, ma quello che colpisce è la meravigliosa fotografia di Wally Pfister, che con Batman Begins ottenne la prima di un poker di nomination all’Oscar culminato con il recente trionfo nell’ultima edizione dell’Academy Award (Batman Begins – 2006, The Prestige – 2007, Il cavaliere oscuro – 2009 e Inception – 2011, tutti film diretti da Christopher Nolan). Su tutte spiccano le riprese aeree che inquadrano l’uomo pipistrello sui tetti di Gotham intento a scrutare le strade della sua città. Immagini cupamente poetiche e di forte impatto visivo.

Visto il grande successo di pubblico e di critica, la Warner Bros annunciò presto di aver messo in produzione un sequel, Il cavaliere oscuro. Alla regia fu confermato Nolan che si mise subito a lavorare sul soggetto, ancora una volta insieme a David Goyer.

“Vogliamo raccontare una storia molto ampia, una storia in una città o la storia di una città. […] Se vuoi prendere Gotham, devi darle peso, un respiro, una profondità. Così devi trattare personalità politiche e figure mediatiche. È tutto parte del tessuto che avvolge una città.” Christopher Nolan

Gotham City è, in effetti, la protagonista di questo film, una città contesa tra il bene e il male, tra Batman e il Joker. La nuova versione della ghignante nemesi dell’uomo pipistrello (interpretata dal compianto Heath Ledger) è il cardine della storia. Nel primo film di Burton, il Joker creava Batman uccidendo i genitori di Bruce Wayne, e Batman creava il Joker gettandolo in una vasca colma di acido. Ne Il cavaliere oscuro il Joker rappresenta l’inevitabile conseguenza dell’apparizione dell’uomo pipistrello a Gotham. Il primo film terminava con un dialogo tra Gordon e Batman, un dialogo che anticipa il tema centrale del secondo capitolo della saga.

Gordon: “L’isola Narrows è perduta ora… e non abbiamo ancora preso Crane e metà dei criminali tornati in libertà.”
Batman: “Lo faremo… e a Gotham tornerà l’ordine.”
Gordon: “E fermeremo l’escalation?”
Batman: “Quale escalation?”
Gordon: “Se noi avremo pistole semi-automatiche, loro compreranno le automatiche… noi avremo giubbotti in kevlar, loro proiettili che li forano.”
Batman: “Continua.”
Gordon: “Poi ci sei tu, con la maschera, e il vizio di salire e scendere dai tetti… e ora guarda questo: rapina a mano armata, duplice omicidio, e ha il gusto per la teatralità, come te… lascia il biglietto da visita” [dà a Batman un Jolly].
Batman: “JOKER: lo andrò a cercare.”

Il Joker di Nolan è esattamente questo: escalation. Il simbolo dell’egoismo, della violenza e della criminalità. Non più uno stravagante pagliaccio dall’ humour fatale, ma uno scaltro sociopatico, che percepisce il legame tra Batman e Gotham e comprende che per battere l’uomo pipistrello bisogna corrompere la sua città, distorcere i punti di riferimento morali dei cittadini. Per questo motivo il suo piano colpisce Harvey Dent (Aaron Eckhart), vera personificazione di Gotham City, che da procuratore distrettuale incorruttibile, viene dapprima trasformato in Due Facce e poi spinto nel baratro della vendetta e dell’illegalità.

“Non avrai pensato che rischiassi di perdere la battaglia per l’anima di Gotham in una scazzottata con te?! No… Bisogna avere un asso nella manica. E il mio è Harvey.” Joker

Il cavaliere oscuro mantiene tutti i pregi del primo film diretto da Nolan, a cui si aggiunge la straordinaria interpretazione di Heath Ledger, che a detta di molti non avrebbe potuto vincere il confronto con il Jack Nicholson di Batman di Tim Burton, ma che invece è riuscito a creare un personaggio diverso, nuovo, che rimarrà nella storia del cinema. Con la sua interpretazione, Ledger si è aggiudicato l’Oscar postumo per migliore attore non protagonista, e se pensate che la giuria sia stata influenzata dalla prematura scomparsa dell’attore, beh, di sicuro non avete ancora visto Il cavaliere oscuro.

Christian Bale, il cui talento è stato tra l’altro premiato con il recente Oscar per The Fighter (2010), è un Batman perfetto, a suo agio sia nelle scene recitate sia in quelle dinamiche, in grado, soprattutto in Batman Begins, di mostrare il dualismo interiore tra la doppia identità Bruce Wayne.

“Quello che ho visto in Christian è l’espressione massima di Bruce Wayne. Egli infatti possiede l’esatto equilibrio delle tenebre e della luce che stavamo cercando.” Christopher Nolan

A lui si affiancano, in entrambi i film, un trio di attori tanto esperti quanto bravi: Michael Caine (vero attore feticcio di Nolan) nei panni di Alfred, Morgan Freeman in quelli di Lucius Fox e Gary Oldman, un James Gordon pacato e umano. Un poker di artisti che ogni regista si sognerebbe di avere.

A questi si devono poi aggiungere attori del calibro di Liam Neeson (Henri Ducard), Cillian Murphy (Jonathan Crane/Spaventapasseri), Rutger Hauer (Bill Earle) e Tom Wilkinson (Carmine Falcone) per Batman Begins, e Maggie Gyllenhaal (che sostituisce una non impeccabile Katie Holmes nel ruolo di Rachel Dawes) ed Eric Roberts (Salvatore Maroni), oltre ai già citati Heath Ledger e Aaron Eckhart, per Il cavaliere oscuro. Un cast stellare che non può che innalzare la qualità delle pellicole dirette da Nolan.

Con due film campioni d’incassi, tanto amati dal pubblico quanto dalla critica, Christopher Nolan è riuscito a far risorgere il mito di Batman, e a creare la migliore trasposizione cinematografica di un fumetto che la storia ricordi. Il regista britannico ha preso le redini di un franchise agonizzante, e l’ha condotto oltre al traguardo economico, dritto verso la vetta del cinema, quello con la C maiuscola.

“Perché Batman è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila su Gotham, un Cavaliere Oscuro.” James Gordon

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook