I Puffi

I piccoli omini blu fanno il loro debutto sul grande schermo, e invadono le strade di New York.

Dopo l’ Orso Yoghi, Scooby-Doo e i Chipmunks, anche i Puffi si guadagnano il loro posto tra le stelle del cinema di animazione digitale, grazie ad un adattamento la cui maggiore pecca è senza dubbio quello di non riuscire a centrare in pieno nemmeno uno dei target di pubblico al quale si rivolge.

Film per bambini o film per famiglie? Sempre più spesso il sottile confine tra questi due generi cinematografici si assottiglia al punto da scomparire, soprattutto grazie alle moderne tecniche di animazione computerizzata con il quale colossi come la Disney e la Dreamworks sono riusciti a dare ai vecchi cartoni animati una marcia in più, creando il compromesso vincente di azione, umorismo e magia necessari per incantare i più piccoli e divertire gli adulti che li accompagnano al cinema.

La locandina italiana

Ma con I Puffi, questa labile distinzione torna ad avere una certa importanza. Le avventure dei piccoletti bluastri cominciano nel reame fantastico caratteristico dei cartoni animati, inclusivo di foreste verdeggianti, puff-bacche e abnormi fungoni adibiti a baite rustiche.

Dopo l’ennesima irruzione caotica del malvagio stregone Gargamella (interpretato dal bravo Hank Azaria) e del suo gatto-aiutante Birba, un manipolo di puffi composto da Coraggioso, Quattrocchi, Tontolone, Puffetta, Brontolone e Grande Puffo, finiscono risucchiati da un misterioso vortice che li trasporta nel nostro mondo, più precisamente a New York. Tallonati dall’imbranato ma irriducibile Gargamella, i puffi si avventurano nella grande mela alla ricerca di un modo per tornare a casa, e incontrano Grace e Patrick Winslow (Neil Patrick, Jayma Mays), una giovane coppia di sposi che vengono coinvolti nelle loro peripezie.

Che la trama principale non sia tra le più originali non stupisce nessuno, ma il problema reale si rivela nel background che gli fa da sfondo. Il giovane Patrick è un pubblicitario impiegato in una grande casa di cosmetici a cui è appena stato affidato un compito particolarmente spinoso, per colpa del quel è sottoposto alle pressioni schiaccianti di una boss esigente e inflessibile che minaccia di licenziarlo in tronco ad ogni singolo, benché fugace, incontro.

Grande Puffo nella Grande Mela. Un gioco di parole del puffo.

Avere sempre in giro una squadra di piccole pesti blu non gli facilita il compito, e rischia persino di mettere in discussione le sue doti di futuro capo famiglia agli occhi della giovane moglie Grace, che aspetta un bambino.

Nonostante tutto venga ovviamente servito in chiave comica e spensierata, il mondo degli impegni lavorativi e delle responsabilità familiari priva il film di quella magia e dello charme necessario per catturare l’attenzione dei più piccoli.

Live Action Gargamella. Legendary!

Anche la città di New York, per quanto offra spunti ideali per le peripezie dei piccoli nuovi arrivati, sembra trascinare il tutto verso il filone della commedia metropolitana, un genere decisamente non consono ai gusti dei piccoli spettatori. Nemmeno gli adulti però se la passano bene: il film offre numerose sequenze d’azione che per quanto ben realizzate e supportate dal 3D sono prevedibili e sanno di già visto, condite da scenette comiche trite e ritrite che possono strappare una risata ai bambini ma lasciano freddo il pubblico over 14 in sala, annoiato da una trama scontata e dialoghi pressoché assenti.

In sostanza, i Puffi è un film per tutti e per nessuno, che può regalare qualche sorriso grazie soprattutto a un cattivo moderatamente demenziale come Gargamella e alla discreta applicazione del 3D, ma per lo più lascia indifferenti i più piccoli e stufa in fretta i grandi, che alla notizia di ben DUE sequel già confermati, credo si uniranno volentieri a me in una doverosa e quantomai azzeccata dichiarazione: non andrò a vederli manco per il puffo.

I Puffi

di Raja Gosnell
con Neil Patrick Harris, Jayma Mays, Sofia Vergara
al cinema dal 16 settembre 2011
durata: 103 Min

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