Gemma Doyle Trilogy – Libba Bray

La trilogia capostipite del New Gothic. Un successo da milioni di copie vendute.

Un’odissea al femminile, con una protagonista e voce narrante forte, indipendente e passionale, in cui sogno e realtà, visione e incubo si fondono in un’avvincente rilettura del romanzo gotico vittoriano e dei feuilleton di un tempo, ma con echi di un moderno fantasy e la verve di un manga.

L’epoca vittoriana, il suo fascino di costumi, rituali e ambienti, ma anche le sue costrizioni e le sue regole che colpivano in modo particolare le donne, la magia femminile, dimensioni parallele dove domina la magia e dove vivono creature fantastiche prese dal folklore più inquientante e antico: questi sono soltanto alcuni degli elementi di una delle saghe fantastiche più originali di questi ultimi anni, e cioè quella di Gemma Doyle, scritta da Libba Bray, uscita in Italia per Elliot edizioni e ora in ripubblicazione in edizione economica.

Un caso interessante, quello della saga di Gemma Doyle: uscita in sordina negli Stati Uniti e all’estero, è diventata un successo grazie al passaparola di librai e lettori, on line e nella vita reale, tra gruppi di lettura e forum.

Il fantastico è la carta vincente della letteratura d’intrattimento contemporanea, per giovanissimi e non, ma non sempre è facile districarsi tra tante proposte, spesso cloni l’una dell’altra, visto che quando una storia funziona la si cavalca fino all’eccessivo inflazionamento. La trilogia di Gemma Doyle, composta da Una grande e terribile bellezza, Angeli ribelli e La rivincita di Gemma non è soltanto un romanzo di genere gotico/fantastico, ma presenta tanti livelli di lettura, dalla storia d’amore al romanzo di formazione, dal fantasy all’impegno femminista, e come succede in non molti altri casi è godibile per un pubblico di svariate età, proprio perché presenta un insieme di argomenti e tematiche, non banali e amalgamati in maniera sapiente e riuscita.

“Io, Gemma Doyle, mi aggrapperò a quel fragile frammento di speranza, lo terrò con me, ricordando che in ciascuno di noi alberga il bene e il male, la luce e la tenebra, la felicità e il dolore, la scelta e il rimpianto, la crudeltà e il sacrificio. Il vento cambia, portando con sé un profumo di rose, forte e dolce. La scorgo al di là del burrone tra le foglie secche. Una cerva. Mi scruta e balza tra gli alberi. Io la rincorro senza darle veramente la caccia. Corro perché posso, perché devo.  Perché voglio vedere fin dove posso arrivare prima di dovermi fermare.”

Tra le pagine dei tre romanzi emerge la storia di Gemma, adolescente inquieta, che, dopo la morte misteriosa in India della madre si trasferisce in Inghilterra dove entra nello Spence College. Diventerà amica dell’ambigua Felicity, in anticipo sui suoi tempi, della ribelle Ann, grazie alla magia, e della fragile Pippi, che sceglierà una strada drastica per sottrarsi ad un matrimonio imposto. Dividerà il suo cuore tra l’indiano Kartik, legato ad una setta misteriosa, e il nobile Simon, e scoprirà il suo ruolo all’interno dell’Ordine, associazione legata ad universi paralleli, affascinanti ma molto temibili, le cui creature vogliono entrare nel nostro mondo, usando come portale proprio lo Spence.

La saga di Gemma Doyle piacerà a chi ama il fantasy, ma vuole qualcosa di diverso dai filoni che vanno per la maggiore (vampiri e affini), a chi apprezza la storia, partendo da quella quotidiana, e chi è interessato alle storie al femminile e femministe, con strizzate d’occhio alle religioni delle donne e alla condizione anche di ceti non nobili: si parla di lavoro infantile, di zingari, oltre che di omosessualità e di ribellione a regole che, allora più ancora di oggi, erano insindacabili.

Tra l’altro, dopo un primo tentativo di trarre un film dalla serie, fallito oltre un anno fa, è annunciato ora un progetto per il 2013, per una storia che non potrà basarsi solo sugli effetti speciali, ma che offrirà spunti di interesse per un pubblico variegato.

L’AUTRICE:

Libba Bray figlia di un pastore presbiteriano, è stata cameriera, cuoca in un ristorante messicano, redattrice e pubblicitaria. Nata e cresciuta in Texas a forza di rock alternativo/underground, filmacci in tv e letture pericolosissime, è riuscita misteriosamente a sopravvivere (a questo e a un incidente automobilistico da cui è uscita letteralmente distrutta) e a trasferirsi a Brooklyn, New York, dove vive con il marito (sposato a Firenze), il figlio e un gatto ciclotimico.

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