Agli albori del mito: la prima serie del Doctor Who in Dvd

Grazie al successo della nuova serie, trasmessa su Rai 4, gli episodi della serie storica approdano in Italia. Ed è subito caccia al Dvd per i fan.

Era il 1963. Sugli schermi anglosassoni, in un umido pomeriggio di novembre, apparve una nuova serie. Protagonista, un vecchio nonno arcigno e la nipote, Susan, una strana ragazza che mette in difficoltà i suoi insegnanti, Barbara e Ian, con osservazioni acute e particolari sulla storia e sull’astronomia.

Troppo insolite, tanto che i due docenti decidono di seguirla e scoprono che l’allieva abita in un magazzino. Un magazzino polveroso, zeppo di anticaglie in cui è alloggiata anche una cabina blu della Polizia, quelle che erano state smantellate alla fine degli anni Cinquanta. E’ lì che Susan entra, chiamando il nonno. I due la seguono, pensando a chissà quale situazione familiare… e scoprono che la cabina è bigger on inside, very much bigger. E che la relazione familiare tra Susan e il nonno è l’ultimo dei loro pensieri.

Così inizia il primo episodio: con la storia di una “Unearthy child” , di un misterioso anziano, e dei loro compagni per caso. Grazie alla Bbc, anche i fans italiani potranno conoscere e gustare le puntate della prima serie, quella che vede come Dottore un anziano attore di teatro, William Hartnell. Sopratutto, conosceranno un po’ di più sul misterioso Signore del tempo di Gallifrey: un uomo vecchio, consapevole che le sue uniche compagne sono la solitudine e la morte, e che i suoi companions lo lasceranno per tornare a vivere la propria vita, prima o poi.  Così accade da quasi cinquanta anni a questa parte.

Nella prima serie il Dottore ha ancora un legame con la sua famiglia d’origine, dato dalla nipote. Anno dopo anno, serie dopo serie, sceneggiatori e fan hanno costruito una sorta di cosmogonia del Dottore: sappiamo che ha una famiglia, che appartiene a una stirpe di nobile lignaggio (come il Master, suo antico amico trasformatosi in acerrimo avversario), che la madre è una rappresentante dell’elite politica di Gallifrey e che lui stesso ha rivestito un ruolo pubblico, prima di essere esiliato dal pianeta con l’accusa di alto tradimento… ma nulla più.

E, insieme al Dottore, conosciamo anche la sua nemesi, il suo nemico più grande. I Daleks. Esseri senza emozioni, crudeli assassini, nascono dalla fantasia di Terry Nation e conquistano il pubblico con la loro carica di negatività estrema e l’aspetto metallico e imponente. La loro storia segue un binario parallelo a quella del Dottore e ne rappresenta una sorta di riflesso speculare. Sono i Daleks a privare il Dottore di ciò che ha di più caro, sono loro a causare la distruzione di Gallifrey nella guerra del Tempo. E per sposare un combattente dei Daleks che Susan lascia il Tardis con il nonno nel XX secolo. Dopo che anche Ian e Barbara avranno lasciato la cabina blu, nuovi compagni si avvicenderanno all’interno dell’astronave dalla forma più improponibile del mondo: Vicky, una ragazzina del futuro che sposerà un principe di Troia; Steven, un pilota spaziale che diventerà la guida di un pianeta sconosciuto; Dodo, un’adolescente complicata; Polly, bionda segretaria, delicata e arguta; Ben, un marinaio. Questi due ultimi personaggi saranno il trait d’union tra il primo e il secondo dottore, Patrick Troughton, di cui troviamo alcuni episodi nel cofanetto L’invasione.

Il Tardis, la macchina del tempo del Doctor Who

A differenza di oggi – dove la puntata è un unicum facilmente comprensibile e la storia si esaurisce in 45 minuti, o novanta, in caso di un doppio episodio – nelle serie “antiche”, lo story arcsi dipanava attraverso quattro o sei episodi brevi (25 minuti) che rappresentavano una vicenda compiuta solo nella loro interezza, un po’ come accade con gli sceneggiati. Lo spettatore, catturato subito dal plot, era stuzzicato e incuriosito: si creava così un “effetto fidelizzazione”, elemento essenziale per costruire masse di fan appassionati e competenti.

Nei cofanetti si trovano numerosi extras e interviste a sceneggiatori ed attori, vere chicche da appassionati, oltre a un lungo speciale su Marco Polo, ossia una episodio perduto. Per gli scenari un po’ naif ( gli effetti speciali avevano da venire…) e per le trame ben costruite ma prive di violenza eccessiva  è particolarmente adatto anche a un pubblico molto giovane, oltre che agli appassionati di sci-fi. Bisogna – ovviamente – tener presente che si tratta del 1963: ma se va oltre quest’aspetto si scoprono storie godibili e appassionanti.

Le punate che troviamo nei nuovi cofanetti  – Gli Inizi, i Dalek invadono la Terra, l’invasione – sono sopravvissute alla parziale distruzione delle pellicole della serie. Le bobine infatti, si deteriorarono  e non fu possibile recuperare alcuni episodi. Persino la scena clou della rigenerazione da William Hartnell a Patrick Troughton fu danneggiata e solo con sofisticate tecniche di restauro digitale si è riusciti a salvare alcuni spezzoni. Da segnalare anche il passaggio dal bianco e nero delle prime puntate al full color delle serie successive.

Immutata, invece, rimane la musica della sigla. La traccia, sia pure con diversi arrangiamenti, è la stessa sin dal 1963. Come il Dottore, pur cambiando volto e carattere, essa rimane uguale a se stessa.

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