The Secret Circle

Le streghe sono tornate e questa volta niente manici di scopa, ma capelli impeccabili, sguardi languidi e poteri a dimensione di “Monsone”.

I primi due episodi della nuova serie della The CW, The Secret Circle, che trae ispirazione dall’opera letteraria di Lisa J Smith, The Secret Circle, I Diari della Streghe in Italia, hanno visto la luce nelle scorse due settimane.  Una buona partenza per il Pilot, che nonostante sia stato rilasciato su ITunes e poi sciacallato da tutta la rete il giorno prima della premiere, ha visto un audience di 3 Milioni di spettatori, numeri decisamente bassi per qualsiasi network, ma non per la The CW, che vanta il suo picco storico con il pilot di The Vampire Diaries: 5 Milioni di spettatori.

The Secret Circle a prima vista sembra un buon prodotto, favoloso Jingle di apertura sia per suono che per immagini, tuttavia dopo aver visto il secondo episodio, ci si può chiedere quando inizi la serie. Tempi lunghi e allo stesso troppo brevi; sembra che la serie non trovi la sua ragione di essere e al contempo tutto va veloce nelle dinamiche umane.

Nonostante si sia presentato lo show, come la storia di Cassie e del circolo, ritroviamo Adam come co-protagonista e il circolo che invece viene messo troppo spesso in ombra a discapito delle storie che coinvolgono i suddetti.

La magia è padrona della scena soprattutto quando sono gli adulti ad usarla. Niente goccioline che fluttuano per loro, infarti e incendi da morte al seguito, sembrano le loro specialità. Gale Harold e Natasha Enstridge convingono in questo ruolo che li rendi, falsi, ipocrita e decisamente cattivi.

L’ambientazione della serie è suggestiva, i posti rendono bene e favoriscono l’aspetto austero che si cerca di dare ad alcuni contesti. In generale si può essere più che soddisfatti della fotografia e della scenografia in genere, il set è decisamente ben fatto e le scene all’aperto sono sempre apprezzabili. Una nota di demerito va all’aspetto poco naturale dei membri del circolo: Adam sembra posticcio con il suo bel visino paffutello che non trasuda quel carisma e quella carica che invece irradiava in ogni pagina del libro e lo stesso lo si può dire di Diana, che del leader, almeno per adesso, non ha nulla se non il grimorio o diari come vengono chiamati nella serie. Tuttavia abbiamo un’idea del perché Diana abbia il libro: avrà a che fare con il suo sexy paparino Charles Meade?

Altra delusione arriva sul fronte Faye, che se nel primo episodio sembra avvicinarsi alla terribile Faye dei libri, nel secondo è solo un’adolescente a cui hanno regalato l’automobile prima di prendere la patente. Da Faye viene spontaneo passare a Melissa, l’ancella repressa; di Melissa possiamo dire poco, perché l’abbiamo vista con il musone, poi nuda, poi nuovamente con il musone, speriamo di poter dare maggiori dettagli più in la. Chi invece sembra perfetto nel suo ruolo è Nick, il misterioso Nick, così misterioso che alcune volte ci si dimentica anche di lui tanto che sta in ombra. Cassie, infine, sembra il personaggio meglio definito (dite che è colpa del fatto che sia protagonista?), le vogliamo già bene, perché ha deciso di entrare nel circolo dopo una matura riflessione e non per gli occhioni da cerbiatto (bastonato) di Adam.

Il punto debole di questa nuova serie che invece potrebbe avere del potenziale non è la sua differenza troppo netta dall’antenato di carta, ma è più questa tendenza a inscatolare la storia, questa mancanza di slancio, di energia, di carisma. Non me ne voglia Kevin Williamson se anche questa volta mi trovo a dire che nel suo lavoro mette troppo Dawson Creek e poco Scream, ma siamo fiduciosi che la serie possa ancora decollare, lasciando maggiore spazio a intrighi e magia e un po’ meno a Bambi e Barbie.

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