Numero Sconosciuto – Giulia Besa

L’esordio urban-fantasy della giovanissima Giulia Besa, pubblicato nella collana Stile Libero Extra della Einaudi.

A fine giugno esordisce in libreria l’appena ventunenne Giulia Besa, che si cimenta nel genere urban-fantasy proponendo al pubblico italiano una storia dal sapore mitologico, una scelta non comune nel panorama italiano, ma che in America sta già spopolando (diventando un trend nascente al pari degli zombies) complici grandiosi casi editoriali come Percy Jackson (Mondadori) e Starcrossed (Giunti Y).

Se un Dio sceglie la tua Materia, tu stesso diventerai un Dio. Sei pronto a farti corrompere?

La protagonista del romanzo è Sara, una cameriera di vent’anni che ha appena perso i genitori in un brutale incidente d’auto, nel quale è sopravvissuto in coma profondo il guidatore dell’auto che ha causato il decesso dei due coniugi. L’uomo, appena trentenne, è senza nome. Marco, lo chiama Sara, che intimamente prova per lui sentimenti contrastanti: vorrebbe porre fine alla sua vita miserabile, ma non riesce a portare a termine i suoi propositi di vendetta. 

E’ proprio dall’incidente, che ha segnato la sua intera esistenza, catapultandola bruscamente nel mondo degli adulti, che la giovane comincia a ricevere strani sms da un numero sconosciuto, che le impartisce degli ordini precisi: deve uccidere gli Dei. Artemide, Persefone, Atena, Marte, ognuno dei quali ha corrotto la materia per insediare la propria forma in un corpo dalle sembianze umane.

Numero Sconosciuto propone una visione antropomorfica degli Dei, che diventano le dirette proiezioni dei vizi, delle passioni e contraddizioni radicate nell’intimità dell’uomo, amplificati nella loro incarnazione divina. In questo romanzo d’esordio si percepiscono gli echi filosofici di Epicuro (nella particolare visione divina) e di Aristotele (per il riferimento a Forma e Materia), in entrambi i casi riveduti in una chiave moderna e di libera interpretazione da parte della Besa.  

L’opera d’esordio della Besa si basa su una buona originalità del tema centrale, ben sviluppato nell’arco delle vicende, ma che non riesce a bilanciare i difetti evidenti che il romanzo presenta. L’immedesimazione del lettore con la protagonista è forte, ma allo stesso tempo la scelta di focalizzarsi solamente su Sara limita l’approfondimento psicologico degli altri personaggi, che sembrano rimanere sfuocati in uno sfondo indistinto.

L’incipit del romanzo è poco incisivo, con un ritmo eccessivamente lento a causa di superflue scene descrittive che appesantiscono il testo. D’altro canto, lo stile dell’autrice si presenta fluido e scorrevole, frammentato e diretto, che accompagna per mano il lettore nella vicenda, anche se non si nota un innovativo utilizzo della lingua e uno stile peculiare che faccia riconoscere l’autrice immediatamente.

Il romanzo si interrompe bruscamente con una significativa agnizione da parte della protagonista. La scelta di questo topos narrativo (agnitio) spalanca sapientemente le porte al sequel del romanzo (grazie al colpo di scena finale), ma allo stesso tempo lascia in sospeso molti quesiti irrisolti e chiude ben poche linee narrative.

In conclusione Numero Sconosciuto della Besa è un buon romanzo d’esordio nel quale, sebbene emergano visibilmente alcune ingenuità dovute alla giovane età dell’autrice, si nota il grande margine di miglioramento che questa studentessa romana può raggiungere in futuro.

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