La Fine del Sentiero – Paola Boni

Evocatori, demoni, negromanti e druidi. Paola Boni torna in libreria con il secondo volume della saga di Amon.

Il 24 maggio è uscito in libreria La fine del sentiero di Paola Boni, secondo capitolo della saga di Amon, edita da Casini Editore. Dopo la pubblicazione del primo volume, L’evocatore (tanto amato quanto detestato) il pubblico italiano nutriva una grande attesa e curiosità nei confronti di questo secondo romanzo. Sembra, quindi, doveroso iniziare la recensione dicendo che, qualsiasi sia l’opinione sulla saga, non si può negare che La fine del sentiero rappresenti un netto salto di qualità.

Diviso tra la sua duplice natura di anima pura e di spirito dannato, Daniel percorre il Sentiero dell’Evocazione. I templi devono essere scoperti, i demoni devono essere sfidati, ma è la lotta interiore la battaglia più difficile da vincere. Accettare il proprio destino o rifiutarlo?

Per Claire, invece, la situazione è molto diversa. Lei ha compiuto le sue scelte. Inizia l’addestramento dei druidi, che le permetterà di controllare e incanalare la sua magia, e sogna il giorno in cui il suo cammino s’incrocerà nuovamente con quello di Daniel. Entrambi i giovani, tuttavia, non sanno che raggiungere i propri obiettivi, e i loro rispettivi percordi saranno molto più difficili e dolorosi di quello che pensano. Il genere umano sta per conoscere una nuova epoca d’indicibile crudeltà.

La fine del sentiero è un urban fantasy cupo, violento. Un libro in cui bene e male danzano guancia a guancia, in un balletto che disorienta il lettore, nascondendo la vera natura dei personaggi fino alle rivelazioni finali. Il romanzo abbandona quasi del tutto i tratti leggeri che avevano caratterizzato il primo volume. Dopo le vicende narrate ne L’evocatore, i protagonisti devono ora affrontare le conseguenze delle scelte compiute. I siparietti divertenti del demone Baal si riducono in maniera drastica e viene lasciato molto più spazio all’introspezione dei personaggi.

Le vicende sono ambientate ai giorni nostri, tra Berlino, Barcellona e Parigi. Un mondo reale facilmente riconoscibile in cui agiscono forze magiche lontane da quelle usuali del fantasy classico e vicine alle antiche tradizioni pagane del nord Europa. Non ci sono elfi, nani, vampiri o licantropi, ma druidi, evocatori di demoni e negromanti, tutti rielaborati in chiave moderna, che percorrono le strade delle principali città europee insieme a ignari cittadini o turisti in vacanza.

La narrazione si alterna tra la terza persona con cui viene narrato il cammino di Daniel e dei suoi compagni sul Sentiero dell’Evocazione, e la prima attraverso cui Claire racconta le fasi del suo addestramento. È su questi due personaggi che è basato tutto il romanzo: due ragazzi che messi di fronte a una realtà difficile anche solo da immaginare, devono crescere, maturare e imparare ad assumersi le proprie responsabilità.

Insieme ai personaggi è maturato anche lo stile della Boni, che pur mantenendosi scorrevole e immediato, acquista tratti più ricercati, soprattutto nelle scene dinamiche. I dialoghi sono un po’ troppo prosaici (forse più adatti per personaggi di serial tv che a ragazzi comuni), ma è chiaro fin dalle prime pagine che la scrittrice romana ha fatto tesoro delle critiche ricevute, riuscendo a dare alla luce un libro che non ha nulla da invidiare ai titoli stranieri che affollano le sezioni fantasy delle librerie. La fine del sentiero di Paola Boni è un buon libro, consigliato a tutti quelli che non credono nelle potenzialità del fantasy italiano.

L’AUTRICE

Nata a Roma il 24 dicembre del 1986, Paola Boni ha da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura. Dopo essersi dedicata a lungo al fantasy tradizionale, Paola, rimane affascinata dalla letteratura vampirica dimostrando poi una naturale predisposizione per la narrativa fantastica dove prevalgono suggestioni e atmosfere romantiche e dark. Terminato il corso di scrittura creativa presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma è entrata a far parte del gruppo letterario degli Scrittori Sommersi con i quali ancora oggi collabora attivamente per creare una rete di promozione e collaborazione tra autori emergenti italiani. Amante dei pinguini e delle armi bianche, ha sempre vissuto nella capitale finché nel settembre del 2008 si è trasferita a Padova dove ha aperto il Lupo Rosso, libreria specializzata in letteratura fantasy e horror diventata un punto di riferimento per autori emergenti e amanti del fantastico.

La fine del sentiero

di Paola Boni
Editore: Casini, 2011
Lingua: Italiano
Prezzo: 16,90

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