Il nome del vento – Patrick Rothfuss

Il romanzo, il primo di una trilogia, che ha consacrato Patrick Rothfuss tra i maestri della fantasy contemporanea.” – Publishers Weekly

Il nome del vento di Patrick Rothfuss è il primo volume della trilogia Le cronache del re assassino, di cui a settembre sempre per Fanucci uscirà il secondo capitolo (La paura del saggio). Indubbiamente è un romanzo molto particolare: con enormi pregi, ma altrettanti difetti. 

La Pietra Miliare è una locanda. Un bel locale in cui gli avventori, mangiando del buon cibo o sorseggiando le loro bevande, ridono, scherzano e raccontano storie. Il gestore è Kote, un uomo mite che nasconde molto più di quello che i suoi clienti possano immaginare. Sotto le sue umili spoglie, infatti, si cela Kvothe, un eroe che ha fatto nascere numerose leggende grazie alle sue imprese. Una sera giunge alla locanda uno storico. L’uomo ha fatto un lungo viaggio seguendo le tracce di Kvothe e, ora che l’ha raggiunto, vuole che questi gli narri la sua storia. Inizia così il racconto dell’eroe.

“Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammessa. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a dèi, amato donne e scritto canzoni che fanno commuovere i menestrelli. Potresti aver sentito parlare di me.”

Kvothe è nato e cresciuto a bordo dei carri degli Edema Ruth, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che seguono i nobili ideali dell’arte. Della stessa carovana fanno parte anche i suoi genitori e, per un breve periodo, Abenthy, un vecchio arcanista (così sono chiamati gli utenti di magia) che insegna a Kvothe i primi rudimenti dei suoi studi. Data la grande propensione per le materie arcane, quando lascia la compagnia, Abenthy consiglia al giovane di iscriversi all’Accademia, culla di sapienza e conoscenza. Dopo appena qualche giorno dalla partenza dell’arcanista, però, la carovana subisce un attacco e Kvothe assiste impotente alla morte dei suoi genitori. 

Spinto dal dolore, vaga per lungo tempo conservando la lucidità solo grazie alla passione per la musica. Raggiunta la città di Tarbean, inizia a mendicare e vi trascorre tre anni in povertà e stenti, finché l’incontro fortuito con un cantastorie lo spinge a raggiungere l’Accademia, dove studia diverse discipline, stringe salde amicizie e prova i primi palpiti d’ amore. Affronta l’ostilità e l’invidia di maestri e compagni di studi; vive esperienze rischiose, piacevoli e, altre ancora, semplicemente incredibili. Tutte esperienze che lo porteranno a maturare, facendolo divenire l’eroe dai molti volti di cui parlano le leggende.

L’autore è indubbiamente bravo, molto bravo. Ha uno stile ricco e particolareggiato, che scorre lentamente coinvolgendo il lettore durante la descrizione di scene poco dinamiche, mentre nei momenti d’azione (rari in questo libro) Rothfuss non riesce ad accelerare il ritmo e a trasmettere le giuste emozioni. 

Il mondo creato è molto vasto e carico di leggende, storie o aneddoti che lo rendono verosimile e completo. Kvothe racconta la storia ad un personaggio che già conosce i luoghi indicati, quindi le descrizioni dei paesaggi sono giustamente ridotte all’osso, ma nonostante ciò il lettore riesce a immaginarsi senza difficoltà gli scenari in cui accadono le vicende narrate. Il protagonista, pur essendo troppo avventato e sicuro di sè per risultare simpatico, è ben tratteggiato e credibile, e la stessa cura è stata riservata ai personaggi secondari. In una narrazione in prima persona da parte dell’eroe, le figure di contorno di solito non hanno il modo di acquisire una loro dimensione. Ruthfuss riesce nel difficile compito e crea un’ampia galleria di personaggi completi e verosimili.  

La storia narrata da Rothfuss non è altro che la prima parte della biografia di un eroe: la storia di un ragazzo dai mille talenti che cerca di far luce sulla tragica morte dei suoi genitori. Una trama molto semplice, che tuttavia potrebbe funzionare. Il problema è che il libro sembra la prima stesura scritta dall’autore, quella che deve passare sotto l’affilato machete dell’editor per essere sfoltita di tutte le parti inutili e superflue. Leggendo Il nome del vento si ha l’impressione che questo processo non sia avvenuto: ci sono segmenti lunghissimi di narrazione che non aggiungono niente né alla storia, né alla crescita dei personaggi e hanno il solo effetto di rallentare il ritmo della narrazione. 

Trattandosi di un romanzo di 716 pagine viene da chiedersi: perché nascondere in una fitta coltre di nebbia soporifera il raro gioiello che sarebbe potuto essere questo libro? Non è possibile conoscere la risposta. Bisogna arrendersi all’evidenza che Il nome del vento è un buon libro con un vistoso problema di ritmo, e sperare che, nel secondo volume della trilogia, Rothfuss sia stato in grado di migliorarsi compiendo quel salto di qualità che lo porterebbe direttamente nell’Olimpo del fantasy.

L’AUTORE

Patrick Rothfuss è nato nel 1973. Nel 2002 ha vinto il concorso Writers of the Future con il racconto The Road to Levinshir, estratto dal romanzo The Song of Flame and Thunder, fino ad allora rifiutato da diversi editori. Dall’opera è stato tratto il romanzo Il nome del vento, primo episodio della saga Le Cronache dell’assassino del Re, a cui seguirà il secondo volume: La paura del saggio.

 

Il nome del vento

di Patrick Rothfuss
Brossura, 716 pagine
Editore: Fanucci (2011)
Collana: Tif extra
Lingua: Italiano
Prezzo: 16,90 (in promozione a 4,90 fino al 30 settembre 2011)

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