Falling Skies

Se il cielo ci cadesse sulla testa e dovessimo lottare per la nostra sopravvivenza, a chi mai potremmo rivolgerci se non a Spielberg?

Falling Skies è la nuova serie televisiva statunitense che ripropone il topic dell’invasione aliena. Dopo la chiusura di V e dopo tanti film importanti improntati sulla stessa tematica, è ancora possibile scommettere su questo argomento?

Concediamo il beneficio del dubbio a questa serie creata da Robert Rodat, giacché è prodotta da Steven Spielberg e davanti al suo intuito c’è da rizzare le orecchie.

La prima stagione ha debuttato il 19 giugno 2011 sul canale via cavo TNT ed è composta da dieci episodi. In Italia, la serie viene trasmessa in prima visione satellitare da Fox dal 5 luglio 2011. Il 7 luglio, poi, si è diffusa la notizia che la serie è stata rinnovata per una seconda stagione, anch’essa di 10 episodi. Non mancano effetti speciali notevoli, ambientazioni apocalittiche e non guasta il protagonista: Noah Wyle, medico in ER e amato bibliotecario d’assalto.

Falling Skies sembra, per ora, basato sul rovesciamento delle posizioni: l’invasione aliena vale da catalizzatore per una serie di capovolgimenti che consentono di liberarsi dalle sovrastrutture mentali e sociali per arrivare all’essenza delle cose e alla focalizzazione delle reali priorità.

Il titolo stesso, peraltro, allude ai famosi cieli che cadono sulla testa, di romana memoria (li ritroviamo nelle ancestrali paure di Abraracourcix, il prode capo del villaggio gallico di Asterix!), che diventano la base su cui ricominciare a camminare.

La vita è sconvolta: persone che conducevano un’esistenza normale si trovano improvvisamente a perdere tutto, a fuggire e combattere. Nessuna autorità statale, nessuna sicurezza e nessuno stato con cui prendersela. Gli uomini sono chiamati a dare il meglio di sé e a volte scoprono che sono capaci di dare solo il peggio.

In Falling Skies la terra intera sembra essere un luogo selvaggio dove sono basilari le virtù umane, così come i vizi, senza barriera di posizione sociale – proprio come agli esordi e nel cuore della colonizzazione americana, quando i privilegi nobiliari della gente che proveniva dalla socialmente sclerotizzata Europa non avevano tutta la cogenza e l’importanza che avevano nella madrepatria.

Proprio per questo motivo sembra possibile riconoscere una connessione fra questa serie e quella di Joss Whedon, Firefly, poiché il futuro, l’“invadenza” dello spazio alieno (sia inteso come dimensione che come esseri provenienti da esso), rimandava all’idea della frontiera americana appunto, con tutti i pericoli estremi e le possibilità del selvaggio West.

Il protagonista principale della serie televisiva, Tom Mason, prima dell’invasione era un professore di storia all’università, un docente tranquillo che per necessità diventa un guerriero responsabile di drappelli d’assalto, fornendo ai suoi soldati (e conseguentemente agli spettatori) una visione storica degli accadimenti.

La resistenza degli umani agli invasori alieni, infatti, viene spesso, ma senza pesantezza, paragonata alle invasioni e alle guerre che hanno caratterizzato gli eventi passati, e la storia diviene un bagaglio utile, non come nozione, ma come quadro che permette parallelismi e vie di comprensione del presente per una possibile riscossa.

La storia di Falling Skies è anche la storia della famiglia Mason, dello sperato salvataggio del figlio intermedio Ben (impiantato dagli alieni), ma anche dei problemi educativi del padre con il figlio adolescente Hal, al quale, in un’assurda inversione di priorità, deve consentire di portare armi e di guidare moto proprio per salvargli la vita. D’altro canto quando al figlio minore Matt il padre impedisce di imparare a caricare una pistola, per preservare la sua infanzia, viene criticato dagli altri della comunità in fuga.

I mostruosi invasori vengono osservati per capire come “funzionino”, come comunichino, cosa abbiano in comune con gli umani: partendo dal dato della loro alterità, i buoni della situazione (il professore e la dottoressa Glass) cercano di comprendere la loro “umanità”, al fine di poterli sconfiggere. Al contrario di “V”, la conoscenza, frutto dell’osservazione e del giudizio in un contesto non anaffettivo, è la prima vera arma e la base per l’interazione con la realtà.

Risulta interessante la scelta di ambientare le vicende in un presente assolutamente contemporaneo: papà Mason legge ai figli “Harry Potter and the Deathly Hallows”, guarda caso un libro in cui tutti, adolescenti ed adulti, sono chiamati a combattere per la loro sopravvivenza e per la vittoria del Bene. Il professore, insieme alla ragazza religiosa, Lourdes, sono gli unici a mantenere intatta la speranza che consente loro di essere ottimisti, nel pessimismo generale di quella che è divenuta la classe dirigente militare o scientifica.

La season finale, l’ultimo episodio, è scioccante e assolutamente classico al tempo stesso. Inoltre la serie ha riscosso critiche decisamente positive e, per l’ennesima storia sugli alieni, è un traguardo davvero notevole. Da tener d’occhio.

Falling Skies

Paese: Stati Uniti d’America, Canada
Anno: 2011
Genere: Fantascienza
Ideatore: Robert Rodat
Produttore esecutivo: Steven Spielberg, Darryl Frank, Justin Falvey e Robert Rodat
Casa di produzione: DreamWorks Television e Invasion Productions
Interpreti e personaggi: Noah Wyle (Tom Mason); Moon Bloodgood (Anne Glass); Drew Roy (Hal Mason); Jessy Schram (Karen Nadler); Will Patton (Capitano Weaver); Maxim Knight (Matt Mason); Connor Jessup (Ben Mason); Seychelle Gabriel (Lourdes); Colin Cunningham (John Pope); Sarah Carter (Margaret)

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!

Altri articoli:

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.
  • RSS
  • Facebook