Dance in the vampire bund – Nozomu Tamaki

Mai così diversi, mai così uguali.” Un viaggio oscuro e seducente attraverso il manga di Nozomu Tamaki, Dance in the vampire bund.

Nell’ immaginario comune contemporaneo, i vampiri sono perlopiù figure tormentate e oscure alla ricerca di sè stessi, in continua evoluzione verso un’ umanità perduta che li renda meno mostruosi e più simili alle persone che sono stati.

Il mangaka giapponese Tamaki ci offre, invece, una visione innovativa e originale che intreccia sapientemente gli stilemi tradizionali di questa millenaria figura soprannaturale ai tratti moderni che abbiamo imparato a conoscere nell’era post-twilight. I vampiri, che animano il manga Dance in the vampire bund, non vogliono cambiare perchè hanno abbracciato la loro natura, imparando a convivere con essa, nonostante non siano più dipinti come le creature terrorizzanti delle leggende. Essi, infatti, ricercano solamente un nuovo modo di relazionarsi con gli umani, una coesistenza pacifica tra le due razze, senza dover rinunciare alla loro identità.

Mina Tepes, la principessa millenaria dei vampiri intrappolata nel corpo di una ragazzina preadolescente, cerca proprio questo: un luogo nel quale i vampiri possano trovare asilo senza più doversi nascondersi nelle tenebre. Grazie alle ricchezze accumulate nell’arco di millenni dalla dinastia vampirica dei Tepes, Mina riesce ad estorcere al governo Giapponese la possibilità di potersi insediare in un isola artificiale (il Bund), nella baia di Tokyo, dove poter instituire il suo regno.

Alcuni passaggi della storia (la rivelazione dei vampiri, le lotte per l’integrazione) possono facilmente essere riconducibili all’universo urban fantasy della serie Southern Vampire Mysteries creato dalla penna di Charlaine Harris, ma lo sviluppo delle vicende da parte dei due autori è nettamente diverso: se la Harris delinea un mondo in funzione delle avventure di Sookie, Nozomu Tamaki fa risaltare la personalità di Mina Tepes e la sua utopia di integrare i vampiri nella società umana.

Il mangaka, attraverso un tratto deciso, riesce a tratteggiare i diversi aspetti della personalità ambigua di Mina: il suo candore infantile di bambina che sfuma nella sensualità sfrenata di una lolita; l’accondiscendenza con cui tratta i suoi sottoposti; l’orgoglio che le impedisce di accettare la sconfitta; l’ostinazione con cui persegue il suo sogno.

Attraverso il vivace affresco delle vicende e azioni di Mina, nonchè grazie al rapporto instraurato con il fidato Akira, un giovane licantropo del clan della terra cresciuto in visione del suo ruolo all’interno della corte della principessa, si svela lentamente davanti agli occhi del lettore il mondo della notte.

Nozomu Tamaki, attraverso un tratteggio graffiante e deciso, delinea ogni caratteristica e atmosfera tipica del mondo dei vampiri, sia nei loro momenti più umani che in quelli nel quale emerge il loro demone, senza essere mai ridondante o troppo elaborato. Il connubio tra sceneggiatura e immagini è estremamente potente, e permette al lettore di cambiare il proprio punto di vista tra i vari personaggi che si relazionano con la principessa.

La forza dell’opera di Nozomu Tamaki risiede sicuramente nella sua ottima reinterpretazione del mito del vampiro, nel quale si evita di riprodurre la già inflazionata immagine del vampiro slavato e strereotipato cui siamo abituati. Il mondo oscuro di questo manga giapponese mescola in modo efficace elementi di thriller e mistery vecchia maniera, rivelando vampiri forti e spregiudicati che amano la loro natura.

Sebbene il disegno e l’uso preponderante di retini siano lontani dalla leggerezza e dal dinamismo che accomuna molti dei manga di ultima generazione, la storia non ne risente perché appare estremamente significativa, evocativa e ben tratteggiata dallo stile dell’autore. Sebbene per un appassionato di manga questa storia risulti una buona lettura, non mancano i difetti: una certa mancanza di originalità in alcune fasi narrative (i combattimenti risultano piatti) e la scelta di giocare un po’ troppo con la nudità dei personaggi (elemento abbastanza comune nelle produzioni orientali, ma che non sempre trova un riscontro nel pubblico nostrano.)

Inoltre, può creare un certo disagio la scelta dell’autore di dare alla protagonista un corpo infantile: Mina Tepes è, infatti, una donna adulta imprigionata in un corpo di bambina spinta da pulsioni che poco hanno di fanciullesco. Siamo lontani dall’ immagine creata da Anne Rice di Claudia, una bambina-vampiro in continua lotta con sè stessa e il suo corpo. La principessa Tepes ha accettato da lungo tempo il suo fisico, e in maniera sfrontata e maliziosa gioca con questa sua caratteristica, mettendo a disagio sia il giovane Akira che gli umani di cui si circonda. Proprio nel rapporto tra Mina e Akira emergono con più forza le qualità di questa opera: i chiaroscuri della principessa, le ambiguità che la contradistinguono e che schiudono al lettore le porte d’accesso ad un mondo altrettanto oscuro e irto di misteri.

Dance in the vampire bund

Autore: Nozomu Tamaki
Tipologia: Seinen, Pubblico Adulto
Genere: Azione, Ecchi, Lolicon, Horror, Sentimentale, Soprannaturale
Casa editrice: Ronin
Volumi pubblicati in Giappone: 11 in corso
Volumi pubblicati in Italia: 8 in corso

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