Captain America – Il Primo Vendicatore

Qualunque cosa accada, rimani te stesso. Non solo un soldato, ma un brav’uomo!” – Abraham Erskine

Captain America – il primo vendicatore, è un film del 2011 diretto da Joe Johnston, ultimo tassello del complesso mosaico creato dalla Marvel Studios per lanciare il progetto I vendicatori (che uscirà nelle sale nell’estate del 2012).

Polo nord, 2011. Tra i ghiacci perenni viene ritrovato uno scudo circolare colorato con la bandiera americana. America, 1941. Il giovane Steve Rogers, basso, gracile e asmatico, vuole arruolarsi nell’esercito per dare il suo contributo alla Seconda Guerra Mondiale. È un ragazzo caparbio, che non si nasconde dietro ai suoi problemi fisici e che non sopporta di assistere inerme a soprusi e ingiustizie. Nonostante i ripetuti tentativi, non riesce a farsi reclutare. Nel corso dell’ennesima visita medica, incontra il professor Abraham Erskine che gli propone di sottoporsi alla sperimentazione di un nuovo siero, da lui inventato, che lo trasformerà in un supersoldato. Rogers subisce la straordinaria trasformazione, ma il professore viene ucciso al termine dell’esperimento e il progetto, che non può più essere replicato, viene accantonato.

Quello che è nato come un super-soldato diventa Captain America, la super-mascotte degli Stati Uniti, un eroe in calzamaglia che smuove il patriottismo del popolo e funge da buon esempio per giovani e adulti. Inviato in Europa in visita alle truppe, scopre che il suo amico, James “Bucky” Barnes, è stato preso prigioniero e decide di andarlo a salvare. La missione ha successo e Rogers diventa finalmente parte attiva dell’esercito americano.

Per dare un giudizio esaustivo della pellicola, bisogna dividerla in due parti ben distinte. La prima, che corrisponde all’incirca al primo tempo del film, è un’eccellente presentazione del personaggio, ambientata in una buona ricostruzione dell’America del ’41. Chris Evans (già visto nei panni della Torcia Umana nei film de I Fantastici 4), trasformato in un ragazzo rachitico dagli ottimi effetti speciali, ben interpreta tutta la determinazione di Steve Rogers e dimostra avere un’ottima intesa con i veterani Stanley Tucci (Il Diavolo Veste Prada, Amabili Resti), perfetto nel ruolo del saggio ed equilibrato professor Erskine, e Tommy Lee Jones (premio oscar nel 1994 per Il Fuggitivo), abile in entrambi i volti di Chester Phillips, soldato granitico e sarcastico, crudo e ironico.

La sceneggiatura è buona, i dialoghi sono ben costruiti e geniale è l’idea di citare le vere origini di Captain America, nato proprio nel 1941, dalle matite di Joe Simon e Jack Kirby come eroe di propaganda che incarnava l’animo democratico dell’America costretto a battersi per liberare l’Europa dall’imperialismo nazista.

Tutta precipita nella seconda parte del film: le scene di azione sono confuse, la qualità degli effetti speciali cala, ma soprattutto sceneggiatori e regista premono sull’acceleratore, quasi che questa parte sia doverosa ma per loro poco interessante. In conseguenza a questa improvvisa fretta, i soldati della squadra speciale di Captain America sono solo macchiette folkloristiche e, soprattutto, Johann Schmidt/Teschio Rosso, interpretato da un sempre impeccabile Hugo Weaving (Matrix, Il signore degli Anelli, V per Vendetta), viene relegato a semplice figura di villain, trascurando completamente il dualismo eroe-antieroe.

Teschio Rosso è nato da una versione beta del siero del super-soldato, che ha amplificato la crudeltà di Schmidt tanto quanto l’evoluzione del siero ha amplificato la nobiltà d’animo di Rogers. I due personaggi dovrebbero rappresentare, quindi, le due facce della stessa medaglia, il bianco e il nero, il bene e il male, e il loro scontro dovrebbe essere molto più che uno sfoggio di muscoli. Johnston trasforma tutto questo in una veloce scazzottata senza pathos.

Il regista, come già fatto in Jurassic Park 3 e Wolfman, dimostra ancora una volta di non riuscire a garantire la qualità di cui è capace per tutta la durata del film. Un peccato perché, dopo l’ottimo inizio, quando arrivano i titoli di coda, lo spettatore rimane deluso e non può che domandarsi: “ma come, già finito?” 

Captain America è un film dalle molte potenzialità non sfruttate, che paga la trascuratezza della seconda parte e lascia lo spettatore con il dubbio che non sia stato realizzato per la voglia di portare sul grande schermo il capostipite degli eroi in calzamaglia, ma solo per spremere i portafogli di tutti coloro che sono rimasti affascinati dal complesso progetto de I Vendicatori. Un peccato. 

Captain America: The First Avenger

Paese: USA
Anno: 2011
Durata: 124 min
Regia: Joe Johnston
Con: Chris Evans, Hugo Weaving, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci

 

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