Ánghelos, Il libro oscuro di Dracula – Alessia Rocchi

Attenti, aprire questo libro può significare avere accesso a verità sconvolgenti. Sul libro oscuro di Dracula le parole sono tracciate con inchiostro rosso-sangue, che scorre a fiumi in questo fascinoso e ipnotico romanzo.

Il mistero del tesoro degli Ánghelos, ambito da molti. Le crociate. La leggenda di Lilith. La Stirpe dei Dracula e il Conte Vlad, detto l’Impalatore. Leggenda e storia s’ intrecciano in un romanzo ambientato tra il 1431 e il 1476, nei luoghi che hanno dato i natali a una delle più celebrate creature della letteratura horror. E il risultato è una vicenda ricca di intrighi e colpi di scena, in cui echeggia tutto il dolore di una condizione sovrannaturale innervata di emozioni e sentimenti umani-troppo-umani. 

Un avvincente romanzo, tra vampirismo, leggenda e storia per Alessia Rocchi

Incipit, Anno Domini 1476. Una barca con a bordo Nikefòros Ánghelos, il fedele Petru e il cadavere del principe Vlad Dracula, caduto in battaglia, si avvicina all’Isola di Snagov. È qui che il vampiro e l’uomo vorrebbero seppellire l’amico, affinché possa riposare in pace. I monaci residenti sull’ isola non sono d’accordo, visti gli orrori compiuti in vita dal Conte. È lui l’autore di efferati omicidi, che non fanno accettare agli uomini di Dio la sepoltura in terra consacrata. Così Ánghelos e Petru, decidono di riprendere il largo con la salma, finché non incontrano un monaco, il cui volto è celato dal cappuccio. Il nuovo arrivato svela la propria identità, ed è allora che l’ombra del passato torna ad avvolgere il Vampiro nel suo artiglio acuminato. Un passato atroce, una storia che si rivela nel libro dell’oscurità, aperto su una maledizione atroce.

E a questo punto, flash-back: si torna indietro di oltre quarant’ anni. Corre l’anno 1431. In un luogo segreto, quattro cavalieri si presentano al cospetto dell’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo e della sua consorte, Barbara von Cilli. Devono prestare giuramento all’ Ordine del Drago, suggellando così un patto che vede uniti i contraenti contro i musulmani. Oltre a Vlad II voivoda, figlio di Mircea il Vecchio, anche Nikefòros Ánghelos è tra i “candidati”. Proprio mentre sta per prestare giuramento, avviene l’inaspettato: il Conte, che è un Vampiro, si sottrae alla spada posata sulla spalla, gesto che sancisce il patto con gli Imperatori, e fugge. Sa che il giuramento è un espediente per mettere le mani sul tesoro della sua Stirpe e lui non può permetterlo. Il nobile, quindi, fugge da palazzo, rivolgendo il pensiero a una donna morta da tempo, Eirene. il cui nome è ormai irrimediabilmente impresso nella sua mente e nel suo cuore. 

Pochi mesi dopo nascerà il secondogenito del voivoda, Vlad (in seguito Vlad III), cui seguirà il più giovane, il bellissimo Radu. Dal padre Vlad III erediterà l’aspetto fisico, mentre dalla madre, la splendida principessa moldava Cneajna, il carattere acceso da improvvisi lampi d’ira che lo portano a commettere atti violenti e inaspettati.

Sono gli anni delle Crociate: forze cristiane, contro quelle del Sultano. Vlad II, traditore senza scrupoli, dopo avere giurato fedeltà a Sigismondo, gli volta le spalle e scende a patti con i turchi, salvo poi, macchiarsi nuovamente di tradimento con i nuovi alleati. Di tradimenti, spesso basati su complicate dinamiche, sono intessute le vicende narrate. Uomini e donne che per assecondare i propri interessi, ora parteggiano per una, ora per l’altra parte. Come il patto e i rapporti con una creatura diabolica, Lilith, la prima moglie di Adamo, ripudiata da quest’ultimo perché, secondo le leggende, non si sarebbe voluta sottomettere. Il demone, madre degli stregos, anche lei sulle tracce del tesoro  degli Ánghelos, di cui si vuole impossessare prima che Nikefòros possa incontrare la Seconda Guardiana, Eleutherpe, Libertà, colei che potrebbe consentire al Vampiro il Riscatto. O meglio l’accesso alla Purificazione.

La Lilith del preraffaelita John Collier

Ma chi sono Lilith e Nikefòros?
Bionda, occhi verdi e sfolgoranti, incarnato grigio, la rappresentazione del demone coincide con quella del ritratto del preraffaellita John Collier (opera del 1893). L’unica differenza fisica sta nel raccapricciante moncherino putrefatto che ha al posto di un braccio. Echi della mitologia connessi a questa creatura si trovano tra le pagine del romanzo di Alessia, anche se il personaggio che troviamo, una vampira assettata di sangue, viene colta in tutta la sua tragica malvagità. Lilith vuole rendere la Valacchia la culla dei vampiri. Per far ciò, però deve impedire l’incontro tra Ánghelos ed Eleutherpe.

Fin dalle prime pagine si delinea l’opposizione tra Ánghelos e la prima moglie di Adamo. Un’opposizione che incuriosisce il lettore, visto che, almeno apparentemente si tratta di due creature analoghe. Ma solo aprendo il libro oscuro, si conoscerà la verità. Ánghelos si contrappone alla demonessa, quindi, ma è anche una creatura su cui incombe una condanna, su tutte, la più atroce: egli, in attesa dell’incontro con la Guardiana e dopo la morte dell’amata Eirene, vede scorrere la vita e la morte degli altri, mentre lui non invecchia mai. Il suo volto resta immutato con il passare del tempo. Ánghelos è un essere che annega nella solitudine. Ha una forte connotazione umana, per come vive i sentimenti e le passioni, esattamente come Lilith, che appare al lettore anche come una madre disperata, che vagheggia i suoi lilim, esseri emananti la sua potenza, ma lascia dietro di sé i ben più “miseri” stregos.

Una madre sovrannaturale “corrotta”, ma anche madri che amano i propri figli e che lottano per il loro benessere. Donne che si piegano alle convenzioni del tempo che vivono, che quindi accettano l’unione dei propri signori con le cortigiane, anche se poi s’ innescano delle vere e proprie competizioni. Matrimoni che s’ inseriscono nelle logiche della politica, ma anche un amore struggente, che nasce tra Doamna e Vlad III l’Impalatore, colui che succederà a Vlad II, a seguito della morte del primogenito durante una battaglia. Anche lui alle prese con le guerre, in preda al proprio “demone interiore“, ma anche al sentimento che nutre verso la figlia di una cortigiana. La ragazzina dagli occhi viola che incontrò da bambino, ora donna, attraverserà con lui diversi travagli, tra cui la follia che sembra aver minato in maniera irreversibile la sua mente. La giovane  ha qualcosa di speciale. Una dolcezza che la madre di Vlad III, vittima di improvvisi e pericolosi attacchi d’ ira, non possiede. Una nobiltà d’animo ed un coraggio che la porta ad aiutare il suo popolo, vittima degli scontri voluti dal loro stesso sovrano. Doamna rivelerà presto la propria reale identità, cosa che purtroppo spianerà la strada del dolore a lei e ai suo cari.

Ed è proprio il dolore (senza dimenticare la violenza) a essere tra i protagonisti di Ánghelos. Tutti i personaggi sono come prigionieri di una lastra glaciale di dolore. Tuttavia tra le tenebre di una vita  che non sembra dare consolazione, s’intravede un raggio di speranza. La morte e la vita, le luci e le ombre si alternano, sul mistero della stirpe del Vampiro, che nel proteggere il proprio tesoro, cerca la redenzione, o meglio, la purificazione, che gli consenta di sfuggire all’infelicità della propria condizione. Ma non sarà per niente semplice, come il destino non sarà magnanimo…

Alessia Rocchi ha intessuto sapientemente una trama complessa e intricata, dalle forti suggestioni e arricchita da una fitta rete di simbologie – quali ad esempio l’Occhio di Lamia- ma anche i riferimenti alle tradizioni bibliche e sacrali radicate nella notte dei tempo. Ogni paragrafo si apre con una breve descrizione del contesto, creando un’atmosfera che intride tutta l’azione, insieme al sentore della morte, anticipata da odori nauseabondi. L’odore della morte che ricorda la labilità della vita umana e il destino di disfacimento cui va incontro la carne, è reso in tutta la sua tangibilità.

Avvalendosi di un impianto classico, ha creato un romanzo in cui il vampirismo viene ricondotto all’ interno di un contesto storico, in cui elementi eterogenei vengono abilmente fusi. Religione e credenze popolari, creature della notte ed esseri angelici, vampiri che sembrano più le ombre degli esseri umani che furono, condannati alla sete eterna. Oltre a regalare una storia coinvolgente ed emozionante, sul filone di armi, cavalieri e amore ma in chiave goth,  l’autrice invoglia il lettore a effettuare un tuffo nella ricerca storica e mitologica, per riscoprire le verità nascoste e le curiosità legate alla figura del vampiro e al quella dell’Impalatore, che in questo lavoro è l’essere umano legato al sangue in quanto produttore di violenza e carnefice, non dotato di poteri sovrannaturali.

In Ánghelos troviamo creature di carta, ma dalla forte pregnanza emozionale e colte in tutte le loro contraddizioni. La figura del vampiro, definita dalla tradizione popolare come cattiva, reca in sé altre sfumature psicologiche d’ incredibile umanità. Questo mentre gli esseri umani sono portatori di un demone, come avviene per Vlad III . Nei personaggi di Alessia sembra quasi esserci uno iato, che spinge a porsi la domanda: dove finisce l’umano e dove inizia “il mostro”? 

L’autrice

Alessia Rocchi

Nata nel 1973 a Velletri (Roma), dove vive e scrive. Dopo la laurea in Lettera si è dedicata alla scrittura. Ha pubblicato, prima de Il libro oscuro di Dracula, Ánghelos (Rizzoli, 2006)

Ánghelos, Il libro oscuro di Dracula

Autrice: Alessia Rocchi
Casa Editrice: Ultra Lit (Castelvecchi)
Data: 2010
Prezzo: € 14,90

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