Il Passaggio – Justin Cronin

“Leggi questo libro e il tuo mondo scomparirà.” Parola di Stephen King.

Il passaggio è la storia dell’esito catastrofico di un esperimento top secret voluto dal governo americano, denominato “progetto Noah“. Nel 2016 in una base segreta in Colorado, dodici soggetti selezionati tra i condannati a morte delle prigioni americane vengono usati come cavie: viene loro inoculato un virus che dovrebbe potenziare il sistema immunitario degli esseri umani, preservandoli da malattie e invecchiamento. L’esperimento fallisce e i dodici uomini si trasformano in creature mostruose e vampiresche che evadono dal laboratorio propagando il virus a macchia d’olio, infettando e uccidendo quarantadue milioni di persone.

L’unica speranza per l’intera umanità, destinata in breve tempo alla totale estinzione, è costituita da Amy, una bimba di sei anni che resiste al virus e che, grazie all’intervento di un agente dell’FBI, si salva da una fine terribile. Solo lei ha la chiave per salvare il mondo.

Thriller letterario, ma anche avvincente romanzo postapocalittico e cronaca epica della resistenza umana di fronte all’inimmaginabile pericolo di una catastrofe senza precedenti.

Il Passaggio di Cronin è un tomo di novecento pagine, che spaventa subito il lettore per la sua mole. Spaventa lo strillo di copertina, firmato Stephen King, perché spesso gli endorsement implicano un effetto opposto di diffidenza, spingendoci a pensare più a un’operazione di marketing che alla qualità del romanzo stesso. Spaventa, infine, una trama che a primo acchito ci ricorda L’Ombra dello Scorpione di King, facendo leva su un cliché trito e ritrito come il tema post apocalittico dovuto alla contaminazione di un virus, che già abbiamo gustato in buoni film e che ci ha fatto sbadigliare altrove.

Viste queste premesse, il lettore non può che addentrarsi nella lettura con scetticismo, ma anche tante aspettative. Aspettative che, per fortuna, vengono subito ripagate nelle prime duecento pagine. Cronin costituisce un impianto corale, tipico di King, che trascina il lettore nella ragnatela della narrazione, senza dare la possibilità di tirare il fiato. Scrittura incisiva, senza orpelli ma di qualità, che convince. Assistiamo quindi alla frattura distopica, che fa sorgere tante domande su come l’autore costruirà il nuovo mondo.

Ed è qui che il romanzo ha il suo primo cedimento. Nel momento in cui si ha la svolta e il cambio di narrazione nella costruzione della Colonia, si avverte uno stacco troppo netto. Il ritmo si dimezza, rischiando di piantarsi, il lettore si trova disorientato con la presentazione del nuovo mondo e di altri personaggi, mentre quelli precedenti sono accantonati. E, purtroppo, anche il taglio narrativo subisce una virata, come se l’autore fosse meno affezionato all’approfondimento psicologico dei protagonisti.

Nella terza parte, ecco di nuovo un cambio di rotta. La trama si infittisce, il ritmo torna a salire fino al finale coinvolgente, che preannuncia i prossimi due sequel. E anche di una trasposizione cinematografica, che solo l’idea fa storcere un po’ il naso. Perché quando dietro a un romanzo c’è una precisa strategia commerciale, questa penetra inevitabilmente nel libro, e il lettore se ne accorge.

Da apprezzare come l’immaginario di Cronin parta da cliché consolidati per poi caratterizzarli in modo originale. Un esempio è la figura del vampiro, lontana – per fortuna – dallo stereotipo della Meyer, così come dall’horror splatter, che assume una connotazione personale nell’immagine dei fumidi alias incandescenti.

Esseri a metà tra il vampiro e lo zombie, bestiali ma allo stesso tempo umani, capaci di moltiplicare la propria essenza e perennemente alla ricerca della propria identità perduta. “Io sono Babcock. Noi siamo Babcock”: è il leit motiv che caratterizza queste creature. Personaggi totalmente riusciti? Purtroppo no. Perché costruire un nuovo bestiario è un’arma a doppio taglio. Se è apprezzabile la volontà di sdoganare i preconcetti su una figura così abusata come quella dei vampiri, è altresì doveroso dettagliarla a tutto tondo, specie quando si decide di produrre una trilogia pesante come un’enciclopedia. Per cui il lettore si aspetta giustificazioni chiare sull’estetica e sulla biologia dei fuminidi, ma spesso dovrà accontentarsi con un “boh, sarà per colpa del virus”.

All’inizio della narrazione, mentre il romanzo decolla e tiene stretta l’attenzione del lettore, la protagonista Amy risulta convincente. Scompare nella seconda parte, quindi Cronin la riporta sulla scena seppure perdendo lo smalto iniziale, spesso però utilizzandola per uscire da qualche impiccio di trama in modo a volte ingenuo.

Quando tutti i tempi finirono e il mondo perse la memoria, quando l’uomo che era stato scomparve alla vista come una nave che preso il largo per circumnavigare la terra, con la vita vissuta fino allora nascosta nella stiva, quando le stelle stavano a guardare il nulla e la luna descriveva il proprio arco dimentica anche del suo nome, restava solo un grande mare di fame su cui navigare. Eppure, dentro di lui, nel profondo del suo cuore, fu solo un anno. La montagna, le stagioni e Amy. Amy e l’Anno di Zero.

da “Il Passaggio”

Un buon libro, senza dubbio, ma con pecche sulle quali non si può passare sopra. Innumerevoli i deus ex machina (la figura di Amy, in primis, ma anche Suor Lacey), così come momenti in cui la narrazione scricchiola e il lettore si pone dei quesiti che non troveranno una giusta risposta.

Anche sull’ambientazione occorre fare alcune precisazioni. Funziona nella prima parte, mentre sale la curiosità nel lettore di indagare il mondo distopico. Ma ecco che, per l’appunto, la seconda sezione è quella meno riuscita, a tratti la noia supera l’interesse e il background distopico non è più il protagonista frammentato dai troppi flashback. Così come il borderline dell’ambientazione, poiché non si capisce cosa accada all’ “esterno” o nel resto del mondo. Idem per la Colonia, la cui struttura ci lascia qualche perplessità che non trova una plausibile giustificazione.

Un ultimo appunto è la perdita dell’approfondimento psicologico dei personaggi dopo il salto temporale della Colonia. Ci troviamo in un mondo in rovina, centinaia di anni dopo. Il point of view si concentra su una piccola comunità, che si trova tagliata fuori dal mondo protetta dai fuminidi grazie a spesse muraglie. Fin qui ci siamo, idea non originale ma apprezzabile. Anzi, incuriosisce molto. Niente da fare, tuttavia, le aspettative non sono ripagate, perché non si avverte la “deviazione psicologica” dovuta alla segregazione di questi individui, nati per essere confinati e per convivere con la paura della notte e la speranza di ciò che si nasconde tra le ombre di un mondo sconosciuto. Un aspetto che sarebbe stato interessante approfondire, più delle dinamiche cinematografiche a cui assistiamo.

Infine una nota sulla capacità di gestire un romanzo di novecento pagine: sono in pochi gli autori che riescono a produrre una struttura compatta, a mantenere il livello di attenzione, a non perdersi e giustificare ogni loro scelta narrativa. Neppure King, che spesso ci ha deluso con dei finali non all’altezza della narrazione precedente.

Restiamo in attesa, quindi, di leggere i sequel de Il Passaggio, curiosi di capire se Cronin sarà capace di risolvere gli attuali problemi oppure virare sulla completa delusione.


TRILOGIA:

1. The Passage, 2010 (Il Passaggio, 2011)

2. The Twelve, pubblicazione prevista in Usa per il 2012

3. The City of Mirrors, pubblicazione prevista in Usa per il 2014

 

L’AUTORE:

Justin Cronin (1962) è uno scrittore statunitense. Ha scritto tre romanzi: Maria e O’Neil, The Summer Guest e Il Passaggio. Ha vinto premi comprendono il PEN / Hemingway Award, il Premio Stephen Crane, e Whiting Writer’s Award. Nato e cresciuto nel New England, Cronin si è laureato alla Harvard University e all’Iowa Writers Workshop.  Vive con la moglie e i figli in Houston, Texas, dove insegna come professore di inglese alla Rice University. Nel luglio 2007, Variety ha riportato che i diritti cinematografici della trilogia “Il Passaggio” è stata acquistata dalla Fox 2000.

Il passaggio

di Justin Cronin
Rilegato: 885 pagine
Editore: Mondadori (30 marzo 2011)
Collana: Omnibus
Lingua: Italiano
Prezzo: 22€

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