Pastworld – Ian Beck

Forse la magia di Pastworld vi rapirà quando, incrociandovi per strada, un distinto gentiluomo vi rivolgerà un cenno di saluto portando la mano al cilindro, e sotto la luce di un lampione a gas, il suo viso rimane in ombra… Benvenuti nella Londra (Vittoriana) futuristica di Ian Beck.

Chi si ricorda Westworld, il film di Michael Crichton ambientato in un parco tematico stile vecchio West, con il pistolero-androide Yul Brinner che si metteva a sparare per davvero ai turisti? Be’, Pastworld ha qualcosa in comune con quel film, aldilà dell’assonanza col titolo. Anche qui abbiamo un parco tematico, ma questa volta l’ambientazione è la Londra di fine Ottocento, nel massimo fulgore dell’epoca vittoriana. Per entrare a Pastworld, i turisti vengono privati di qualunque oggetto tecnologico della loro epoca (un 2048 di cui non sappiamo praticamente nulla), e una volta dentro devono addirittura sottostare alla legge così come vigeva in quel periodo storico, al punto che il codice penale prevede il reato di violazione di autenticità.

La vita a Pastworld è piuttosto adrenalinica: i turisti, chiamati comunemente Forestieri per distinguerli da chi, addirittura, dentro il parco ci è nato, devono districarsi tra mendicanti, borseggiatori, criminali di vario livello, sedute spiritiche con fantasma incluso nel prezzo e macabre visite guidate in autentiche scene del delitto. Tutto comincia con la sparizione di Eve, sedicenne figlia di Jack, uomo quasi cieco dalle mani piene di cicatrici e dal passato oscuro. La situazione precipita quando sulle sue tracce si mette il supercriminale Fantom, un maniaco con l’abitudine di eviscerare e decapitare le sue vittime, a capo di una banda di derelitti. Jack finisce ammazzato, l’amico Lucius rapito e il figlio di Lucius, Caleb, è costretto a darsi alla macchia nella speranza di sopravvivere.

Pastworld

Asengard edizioni

La narrazione alterna i punti di vista dei vari protagonisti, tra cui un sergente della polizia locale, includendo alcuni stralci del diario di Eve (scritti in un corsivo ben leggibile), il testo di alcuni documenti che permettono di ricostruire gli antefatti e perfino alcuni singolari manifesti che si possono incontrare tra le strade del parco tematico. Pagina dopo pagina, l’autore miscela il crime fiction con la fantascienza, senza dimenticare un pizzico di romanticismo. Steampunk? In un certo sì, dopotutto siamo in una Londra vittoriana in cui scarrozzano liberamente androidi e animatroni.

Ma torniamo alle «coordinate cinematografiche» del romanzo: Buckman, ingegnere e amministratore delegato della compagnia che gestisce il parco divertimenti, mi ha ricordato il Tyrell di Blade runner. E non mancano nemmeno i rimandi letterari, con un’atmosfera à la Oliver Twist in certe scene, e al Fantomas di Allain & Souvestre, a cui Fantom deve molto anche in termini di estetica. E c’è spazio anche per una citazione dal manga Ghost in the shell.

Mi ha divertito. Scrittura pulita, senza orpelli, lettura scorrevole, colpi di scena calibrati, buona traduzione. Unica delusione: il finale, ahimè, troppo aperto per i miei gusti. Date le premesse, avrei preferito un epilogo più shakespeariano, magari in stile Riccardo III.

Pastworld

Autore: Ian Beck

Editore: Asengard

Pagine: 288

Prezzo: 14,90 €

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