Intervista a Luca Marchesi

Tempestari e streghe protagonisti del capitolo conclusivo della trilogia creata da Luca Marchesi. Tra afa, magia e… Praga, un libro non solo per ragazzi, alla scoperta di un mondo antico, ma anche incredibilmente moderno.

Afa e magia s’incontrano nella Bassa Modenese, dando vita a un nuovo cocktail di avventure, che vedranno nuovi e vecchi personaggi alle prese con temibili avversari.
Tempestari e streghe, gli uni contro le altre, per una battaglia che richiamerà anche gli alchimisti della mitica Praga e che rappresenterà per i piccoli protagonisti, Francesco e Daniela, una nuova tappa nel processo di crescita. Luca Marchesi dà vita a un fantasy “fuori da coro”, per ragazzi e per adulti che si sentono ancora ragazzi.

La Bassa Modenese, terra di nebbie e umidità, con la sua gente concreta e che “arriva subito al dunque”, si carica di magia, ne “La battaglia finale”, ultimo episodio di una saga preceduta da altri due titoli: “L’ultima notte di nebbia – Il mostro e le streghe della Bassa” (2009) e “La maledizione della pioggia – Le sirene e le streghe della Bassa“. E anche quest’ultimo lavoro, che come i precedenti, ha avuto il beneplacito di un grande narratore, anche lui della Bassa (di Finale Emilia per l’esattezza), autore di alcuni romanzi fantastici, Giuseppe Pederiali.

1. Luca, chi e quali vicende troviamo in questo tuo terzo lavoro?

Troviamo gli stessi protagonisti dei libri precedenti,anche se, rispetto all’ultima avventura, è passato un anno e i ragazzi sono cresciuti. Abbiamo quindi il maghetto Francesco, i suoi genitori, la fidanzatina Daniela. E ancora Noemia, la bellissima cartomante Paola, il maresciallo Milano, vecchi personaggi che tornano, come le sirene, che nel precedente libro erano nemiche e qua… non svelo altro! Per quanto riguarda le vicende, essendo questo il capitolo conclusivo della trilogia delle Streghe della Bassa, ho voluto tirare le somme rispetto alle situazioni che nei precedenti libri erano in divenire. Quindi avremo situazioni conclusive, non prive di colpi di scena.

2. Insieme ai personaggi umani, ma magici, abbiamo anche degli avversati particolari, ovvero gli elementi atmosferici, tipici della Bassa, che minacciano di invadere e distruggere tutto. Nel primo libro, la nebbia, nel secondo l’acqua. Qua?

Qua abbiamo l’afa e i temporali estivi, che, come sappiamo scoppiano improvvisamente e possono essere particolarmente violenti. In particolare i nemici che i nostri eroi dovranno affrontare, saranno i tempestari, che intendono preparare la “tempesta perfetta”.
Oltretutto, rispetto ai romanzi precedenti, Francesco durante la battaglia rimarrà ferito in maniera molto grave e da qua l’azione prenderà un piega particolare. (Anche in questo caso, lasciamo ai lettori, la storia).

3. Elementi atmosferici tipici della zona, ma anche elementi simbolo della storia locale sono presenti in tutti e tre i romanzi. Nel terzo cosa scopriremo?

Se nei precedenti abbiamo il Bosco della Saliceta e la Torre del Bruino, che non esistono più, qua troviamo l’Olmone di San Felice, una pianta-simbolo per il nostro territorio. Questo imponente vegetale, alla veneranda età di 400 o 500 anni è stato abbattuto alcuni anni fa, perché malato e per ricordarlo è stato realizzato nel luogo in cui sorgeva un monumento.
Oltretutto l’Olmone, è ricordato in diverse favole e filastrocche locali. E non posso non aggiungere che lo stesso Pederiali si è commosso a questo omaggio.

4. Abbiamo parlato di nuovi personaggi, ma c’è anche un nuovo luogo, che entra in collisione con la “rotta magica” della Bassa. Qual è?

Si tratta di Praga. Infatti, pur mantenendo lo scenario principale comune a tutti i tre libri, con gli elementi che la contraddistinguono geograficamente, culturalmente e socialmente, ho voluto effettuare un ampliamento, collegandola alla città est-europea. Questo per dare un maggiore respiro, ma anche e proprio per la magia che questa città sprigiona, in particolare attraverso le due sue figure centrali: il Golem e Rabbi Law, che entrano a far parte delle vicende narrate. D’altro canto sono andato in questa città lo scorso novembre, dove ho potuto esplorare luoghi suggestivi, quali il cimitero ebraico, in estate solitamente pieno di turisti. Il fatto che non fosse gremito, mi ha permesso di respirare atmosfere meravigliose cosa che non è possibile in altri periodi dell’anno. Questo viaggio è stato fonte d’ispirazione per me e non a caso, è proprio a Praga che si apre l’incipit del mio nuovo lavoro, per poi tornare alla “base”.

5. Nuovi luoghi e personaggi, ma anche i vecchi, in particolare i protagonisti, Francesco e Daniela, alle prese con una nuova, strabiliante avventura. Anche in questo caso il romanzo fantasy è anche romanzo di formazione?

Certo, le vicende vissute dai due protagonisti li porterà ad accettare il proprio destino. Il che significa accettare quello che si deve fare e che non sempre coincide con quello che si vuole fare, perché spesso comporta fatica o l’obbligo a dover affrontare passaggi dolorosi, ma imprescindibili. D’altro canto l’aspetto della crescita e le esperienze formativi sono centrali e i nostri eroi si trovano in un limbo, poiché sono in quell’età in cui non sono più bimbi, ma nemmeno ragazzi. Difficoltà evidenti le affronta Daniela che scopre di avere dei poteri dentro di sé che dovrà imparare a governare, suo malgrado. È il discorso che facevo prima: affrontare qualcosa di difficile, che non vorremmo, ma che il destino ci impone.

6. I poteri che hanno li rendono speciali, anzi, unici, ma Francesco e Daniela sono ragazzini del nostro tempo: vanno a scuola, fanno sport, giocano alla videogiochi…

Esatto. Sono ragazzi del nostro tempo, con i loro interessi e i legami di amore e amicizia.
Nel processo di crescita che stanno affrontando, nel loro rapporto, irrompe un sentimento nuovo, espresso da Daniela: la gelosia. Quando tra lei e Francesco si mette una ragazzina, Daniela avverte che il loro legame può incrinarsi e quindi per prima volta, si trova d avere a che fare con questo tarlo. Ma la novità non investe solo lei. Anche per lui c’è questo approcciarsi ai sentimenti “da grandi”.
E naturalmente non manca il rapporto con i genitori, questo per Francesco. I suoi vivranno particolarmente il dramma del figlio ferito, perché credevano che la magia sarebbe stato uno scudo sufficiente a proteggerlo. E invece si troveranno a dover fare i conti con una realtà ben pià drammatica.

7. In quanto tempo hai scritto questo romanzo e com’è nato?

Non saprei quantificare esattamente i mesi. Posso dirti che io non mi scrivo uno schema della storia, perché quando mi metto al lavoro, è la storia che mi prende per mano e mi accompagna. Le idee vengono mano a mano, come nel caso della battaglia finale. La scrittura mi ha trascinato con sé…

8. Cosa significa per te “scrivere Fantasy” e con quali finalità ti proponi al pubblico?

Nella mia vita ho letto tantissimo e di tutti i generi. Senza nulla togliere alla letteratura impegnata e civile, che anzi, ha un ruolo fondamentale nella nostra società, io vedo la lettura come un’evasione. È un modo per prenderti un break dalla realtà, la ricreazione dal quotidianità. D’altro canto i libri della Trilogia delle streghe rappresentano una finestra aperta sulla Bassa Modenese, la zona in cui risiedo e che presenta un folklore ricchissimo, da riscoprire. I miei romanzi, tra cui l’ultimo, rivelano il forte legame che ho con il mio territorio. Per i lettori, miei conterranei, quindi, possono essere occasioni di lettura in cui riconoscere luoghi noti e sentirsi ulteriormente proiettati tra le pagine, attuando un’identificazione con i personaggi e le vicende. Per i lettori di tutta Italia, può essere anche un interessante viaggio letterario, per conoscere il territorio in questione, con le sue peculiarità e i suoi aneddoti.

9. Questo, come quelli della trilogia, lo definiresti un libro per ragazzi?

Tutti i libri di questa saga rientrano in tale classificazione. Ora il fatto che il secondo libro sia stato recensito e in maniera molto positiva per il mio su un quotidiano nazionale, mi ha onorato parecchio, visto che letteratura per ragazzi è considerata un genere di serie b, poco valorizzato dai media, pur essendo quello che di fatto vende di più.
Resta comunque un libro che può essere letto anche da adulti che si vogliano identificare nelle gesta di Francesco& Co.

10. Si tratta davvero dell’ultimo episodio o bolle qualcos’altro in pentola?

Sì, l’”Ultima battaglia” conclude la saga. Dopo questa prova molto positiva, vorrei rivolgermi agli adulti. Pensavo a un giallo, ma ora, per impegni lavorativi di altra natura, mi sono preso uno stacco obbligato. Una volta portati a termine questi, mi metterò all’opera di nuovo. Intanto, però, colgo l’occasione per ringraziare il mio editore, per le opportunità che mi ha dato e per il lavoro che ha svolto. Fare uscire nell’arco di tre anni i tre libri della trilogia per me non è stata cosa da poco, avendo avuto la possibilità di dare alle stampe dei romanzi con una loro originalità, voci “fuori dal coro” rispetto ai trend editoriali che dettano determinate mode.

La trilogia de “Le streghe della Bassa”

Tre libri, ambientati nella Bassa Modenese, editi da Leone Editore, in cui l’autore, con una scrittura semplice, ma coinvolgente trasforma elementi atmosferici tipici in nemici contro cui devono combattere i protagonisti: Francesco, nipote della più potente strega della zona, Noemia, da cui ha ereditato la magia, solitamente trasmesse alle esponenti femminili della famiglia; Daniela l’amichetta, poi fidanzatina e i genitori di Francesco, anche loro “magici”; il maresciallo Milano, la bellissima Paola, cartomante e amica di Noemia.

Andiamoli a scoprire, uno a uno.

Il primo capitolo della saga, "L'ultima notte di nebbia"

L’ultima notte di nebbia – Il mostro e le streghe della Bassa (2009).

Elemento atmosferico in opposizione è la nebbia. Francesco è un ragazzino come tanti, almeno così crede e così tutti credono. Ama tantissimo la playstation… molto meno la scuola.
Abita in un comune della Bassa, dove la vita sembra scorrere sui binari della monotonia. Finché la nebbia non avanza, minacciando di inghiottire la Bassa e tutto il mondo, se non fosse che il piccolo protagonista, sotto la guida della nonna Noemia, scopre di essere in possesso d’incredibili poteri magici. Con lui affronteranno il pericolo Daniela, il maresciallo Milano, che sta effettuando le indagini e che sulla sua strada incontrerà l’affascinante Paola.
In un crescendo di tensioni i nostri arriveranno ad affrontare un mostro “mitico”, il Ciribecco, creatore della nebbia. E non mancherà la tensione della battaglia finale.

Il secondo episodio: "La maledizione della pioggia"

La maledizione della pioggia- Le sirene e le streghe della Bassa (2010)

Una pioggia senza fine si abbatte sull’estate della Bassa. Un nuovo, agguerrito nemico, le sirene, si preparano ad invadere la Terra, attraverso l’acqua. Un uomo, Franco Pedrazzi, scompare, inghiottito da un affluente del Panaro. Ma Francesco, Daniela, che non si parlano più in seguito a una lite, si devono unire, perché nessuno può fronteggiare il nemico. E oltre ai personaggi che abbiamo già incontrato, ne troviamo di nuovi che scenderanno in campo con le streghe della Bassa, tra cui il Biscia, un tempo il più famigerato brigante della Bassa, ora fantasma, figura storica protagonista anche di divertenti situazioni, che avrà un suo ruolo nella battaglia contro le sirene. E ancora, il custode della Torre Ferraresi e i poteri delle streghe, in un libro in cui il ritmo narrativo si fa più serrato, fino alla fine…

"La battaglia finale", ultimo atto della trilogia di Luca Marchesi

“La battaglia finale – I tempestari e le streghe della Bassa” (2011)

L’afa imperversa, mentre misteriose creature si aggirano per la Bassa, facendo scaturire interrogativi. Una nuova minaccia si sta estendendo e Francesco, Daniela, Paola e il maresciallo Milano, saranno alle prese con una nuova, quanto pericolosa avventura. A dar man forte, sorprendenti alleati, arrivati da un mondo magico e lontano, la Praga degli alchimisti, del Rabbino Low e della creatura protagonista di una leggenda densa di fascino, ovvero il golem.

«Nel romanzo» scrive Giuseppe Pederiali sulla quarta di copertina, «troviamo draghi, sirene, streghe e perfino il grande Olmo Parlante di San Felice, ma imprevedibilmente, e fin dal prologo, anche un personaggio nato molto lontano: Rabbi Low, quello del Golem. Non ce ne stupiamo più di tanto perché Luca Marchesi, affabulatore e incantatore, rende tutto credibile. E compie così il sortilegio di trasformarci tutti in ragazzi che sanno sognare.»

L’autore: Luca Marchesi

Lettore onnivoro e il sogno di diventare scrittore, accarezzato fin dalla più tenera età. L’identikit non esaurisce sicuramente la biografia di Luca Marchesi. Nato e residente a Medolla (Modena), laureato in lettere, ex libraio, ha lavorato come giornalista presso un’emittente televisiva locale, ha diretto periodici e portali web. Collabori per periodici e riviste e cura l’ufficio stampa di diversi Enti pubblici. Suoi racconti sono stati inseriti all’interno di antologie e riviste letterarie.
Grande appassionato di storia e folklore locale, bambino, curioso e fantasioso, stimolato dai racconti di leggende locali, della nonna, ha dimostrato fin da subito una propensione alla scrittura, che l’ha portato sulla strada della pubblicazione.

Titolo: La battaglia finale – I tempestari e le streghe della Bassa
Autore: Luca Marchesi
Casa Editrice: Leone Editore
Anno di uscita: 2011
Prezzo di copertina: € 14,50
Pag: 144
Codice ISBN: 978-886393-051-1
www.leoneeditore.it

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